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di cosa parlare stasera a cena

La crisi in Niger e la necessità di una risposta europea

Giuseppe De Filippi

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Il Pil del secondo trimestre in Italia va peggio del previsto, ma, per favore, niente lacrime e niente eco-ansia (ansia economica, eh). Si attendeva una frenata, anche se minore. Ma da qualche parte l'effetto dei tassi su investimenti e acquisti di beni durevoli e quello dei prezzi sui consumi doveva pur arrivare. All'Italia è mancato il traino dell'export, ma quello tornerà. Ed è la ragione per cui i confronti con la crescita del resto dell'Europa, dove le cose sono andate meglio, non vanno fatti con la lente dell'invidia ma con quella della speranza

E l'inflazione che rallenta il passo è confortante

 

Le tre "cose" principali

 

Fatto #1

Una prova della capacità di prendere decisioni, coordinarsi, avere visione. L'Ue è chiamata a intervenire perché la crisi del Niger non si trasformi nella perdita di credibilità nell'area, nella eliminazione di ogni capacità di gestire i flussi migratori, in uno smacco a vantaggio della confusa ma dannosa strategia putiniana. Per una serie di ragioni la Francia è in prima fila in questo impegno. Forse meglio accantonare gelosie e furbizie nazionali e far muovere l'Ue in modo coordinato, rispettando uno speciale ruolo francese. Mentre lo scontro locale si fa più duro. E la situazione degli italiani

 

Fatto #2

Quanto costa la benzina e la speculazione che non c'è

 

Fatto #3

Il reddito di cittadinanza come caso mondiale da studiare per la difficile transizione da una misura generosa ma piena di errori a una condizione più controllata. Non è operazione semplice

 

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