(foto Ansa)

Di cosa parlare stasera a cena

Il caos sul Mes mette in mostra la mancanza di leadership di Meloni

Giuseppe De Filippi

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Oggi il governo ha peggiorato un altro po’ la sua posizione sul Mes. Matteo Salvini, trascinato dalla campagna elettorale molisana, si è rimesso a dire che non serve e che è meglio non ratificarne il nuovo assetto. L’argomento usato dal vicepresidente del Consiglio è molto debole e ancora più ingannevole, perché sostiene che le ultime aste di Btp, con forti acquisti dall’Italia, mostrano come il risparmio nazionale sia sufficiente a finanziare il debito pubblico. L’affermazione è evidentemente falsa, ma soprattutto è pericolosamente stupida, perché scherzare con fuoco di un debito pubblico gigante come quello italiano (e in una fase di tassi in rialzo) è imprudente come una immersione in cerca del Titanic. Sembrerebbe il solito Salvini, certo, e lo è. 

Ma questa intemerata, non rintuzzata da Palazzo Chigi o, se è per questo, dal Mef, serve anche a mostrare la micidiale fase di mancanza di leadership da parte di Giorgia Meloni. Ieri il nascondino della sua maggioranza, oggi il silenzio. È ora di far vedere che sta guidando il governo. Importante, per vari tipi di lettura, il messaggio rassicurante che arriva da Antonio Tajani, altro vicepremier: “Nessun problema per il governo dalla vicenda Santanché e dalle scelte sul Mes, il governo durerà 5 anni, mettetevi l’anima in pace”.

Le tre "cose" principali

Fatto #1

A proposito del ministro Santanché c’è la risposta ai fatti societari che fonti giornalistiche, tra cui Report, le hanno addebitato. “Tutte falsità per screditarmi, dice Santanché. Ma si fa notare la posizione del leghista Molinari, solidale sì ma anche intenzionato ad ascoltare in aula le spiegazioni del ministro. Il capogruppo leghista alla camera usa la classica formula che comporta la sospensione del giudizio chiedendo che Santanché venga in aula a spiegare la sua versione dei fatti.

Fatto #2

Anne Applebaum prende in considerazione e forse anche sul serio le parole di Dimitri Prigozhin, da cui deriva una scissione non più recuperabile tra l’élite militare russa e il potere del Cremlino. Gli osservatori americani parlano di controffensiva ucraina più lenta del previsto. E da Kyiv arrivano risposte e inviti a considerare la situazione con più pazienza.

Fatto #3

Le straordinarie prospettive dei vaccini a mRna (sono anche un lascito delle sofferenze mondiali per la pandemia).

Oggi in pillole

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