Per Meloni, i tempi stretti della legge di Bilancio sono croce e delizia

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
7 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 17:30
Immagine di Per Meloni, i tempi stretti della legge di Bilancio sono croce e delizia

Foto di Filippo Attili, via Palazzo Chigi, via LaPresse&nbsp;<br />

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Certo, ufficialmente Meloni parla dei tempi stretti come se fossero un grande problema e si rammarica della impossibilità di dedicarsi a un ampio intervento di politica economica e di Bilancio. Ma la realtà potrebbe essere diversa, perché in questa fase di inizio della sua esperienza di governo (lasciando stare la retorica elettorale sulla prontezza) non ha ancora gli strumenti per tenere del tutto la guida delle cose economiche. Meglio, per Meloni, questa specie di piccola manovra rabberciata e poi appuntamento all’anno prossimo per la prima occasione di un budget impostato secondo le sue indicazioni politiche. Senza perdere tempo, ovviamente, perché dai primi di febbraio si comincia con il lavoro sulla delega fiscale e il suo plenipotenziario in tema, il viceministro Maurizio Leo, dice che in pochi mesi si potrebbe arrivare all’approvazione delle nuove norme e a un riordino generale della manovra.
Arrivare all’autunno 2023 con la riforma del fisco fatta permetterebbe di lavorare davvero su una manovra finanziaria. Certo, poi bisogna comunque esserne all’altezza e magari approfittare di questi mesi e degli obblighi portati dal Pnrr per lasciare al passato gli slogan elettorali e le fissazioni sovraniste e complottiste (tra cui permane con forza quella sul ruolo occulto della Banca d’Italia e sul sistema di potere delle banche commerciali). Lo stato dei conti pubblici e le condizioni di mercato faranno il resto.

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