Dopo la vittoria, per Giorgia Meloni ora è tempo di scelte

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
27 SET 22
Ultimo aggiornamento: 16:01
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Foto di Gregorio Borgia, via LaPresse&nbsp;<br />

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Mentre da quello che si è capito almeno l’inizio della sua attività di governo potrebbe essere improntato alla correzione di alcuni evidenti errori dei governi precedenti, come le assurde ingiustizie fiscali causate dai bonus edilizi, la creazione di posizioni opportunistiche per il reddito di cittadinanza, le storture nel trattamento fiscale del lavoro dipendente. Ora può scegliere e deve scegliere. Non le mancano buoni e cattivi consiglieri. Non stiamo certo qui a dare consigli ma un piccolo monito si può provare, anche tanto per parlarne a cena.
Non faccia come il suo predecessore nel ruolo di favorito dello schieramento di centrodestra, quel Matteo Salvini pronto sempre e comunque a seguire le tesi messe ai margini della riflessione politica e a gettarsi in contestazioni sterili e rabbiose purché si facesse casino. Ecco, i nemici dei vaccini, dell’euro, dei diritti individuali, tanti che Salvini si era messo a corte e aveva portato in Parlamento e tuttora ha confermato, sono sicuri portatori di ingovernabilità. Meloni è in tempo per non portarsene dietro. La fortuna ha voluto che Giulio Tremonti venisse fermato dagli elettori. Non se ne vada a cercare qualche replicante in giro.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Fatto #2
Il Pd farà il congresso in marzo ma sarebbe meglio dire che concluderà (forse) in marzo il congresso continuo in cui vive da mesi, con la guida di Enrico Letta continuamente sottoposta a giudizi, che sembravano appunto mozioni congressuali, mentre la stessa formazione delle liste elettorali è sembrata un vertice di correnti in qualche notte congressuale per definire i componenti della direzione. Si parla, sono vocine da social, di una sfida emiliana tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini. Interessante, ma con un tocco di ridicolo perché sono presidente e vice presidente dell’Emilia-Romagna. È un caso, intanto, lo strambo Pd pugliese
Fatto #3

Oggi in pillole