di cosa parlare stasera a cena
Perché i prezzi di gas e petrolio sarebbero cresciuti anche senza guerra
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

L'Ad di Eni Claudio Descalzi (foto di Ansa)
Avevamo già le nostre ragioni per tenere sotto osservazione la crescita economica, la guerra scatenata dall’aggressione russa si è solo aggiunta tra i motivi di freno alla crescita e, sembrerebbe quasi di vedere qualcuno deluso, non ha prodotto grandi effetti in campo economico e finanziario. Claudio Descalzi ha spiegato bene oggi in un’intervista al Corriere della Sera che i prezzi di gas e petrolio erano già destinati a salire perché gli investimenti in ricerca di nuovi campi e in nuova produzione erano ridotti a meno della metà dell’ammontare degli anni recenti. Perché il mondo si preparava alla transizione verso altre fonti e stava lasciando il campo degli idrocarburi, o, almeno, questa era l’intenzione dichiarata dai più.
Descalzi non lo dice che forse quegli obiettivi di transizione erano tarati male, ma il riferimento che fa al peso tuttora molto rilevante del carbone è maliziosamente rivelatorio. In ogni caso sia le tensioni sui prezzi energetici sia qualche affanno sul fronte della crescita erano ampiamente attesi, anche senza guerra. Ora sono oggetto di preoccupazione accresciuta per le vicende belliche ma l’agenda mondiale delle decisioni non è influenzata da Vladimir Putin e dalle sue mattane imperiali più di quanto lo sia da altre decine di fattori, controllabili e non.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3