(foto di Ansa)

di cosa parlare stasera a cena

La Germania apre all'embargo al petrolio russo

Giuseppe de Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Abbiamo parlato spesso a cena delle scelte del governo tedesco in questi giorni difficili. Prima una sorpresa positiva con la cancellazione di Nord Stream 2 e con l’aumento delle spese militari a sostegno di uno sforzo congiunto della Nato e dell’Ue per proteggere i confini orientali, poi la delusione quando sono cominciati i tentennamenti e la silenziosa opera di boicottaggio delle iniziative europee sull’energia, con gli industriali e i sindacati tedeschi in azione per convincere il governo a non interrompere i rapporti di fornitura con la Russia. Oggi si torna alla buona impressione precedente ed emerge quello che deve essere stato un duro scontro nella maggioranza politica e in quella sociale del paese, perché la Germania, anche se attende ancora per decidere sugli acquisti di gas, ha approvato linterruzione degli ordini di petrolio e di carbone dalla Russia. Aggiungendo il petrolio il colpo alle finanze di guerra russe comincia a farsi sentire, anche se servirà un’accorta vigilanza, perché il petrolio, meno tracciabile del gas, si presta a operazioni di triangolazione e può essere messo più velocemente sul mercato in cerca di altri compratori.

 

Comunque si tratta di scelte efficaci e in grado di dare il colpo che, sommato ai mancati successi bellici, può destabilizzare la cleptocrazia putiniana, in attesa che qualcuno più ladro ancora e, banalmente, meglio organizzato, non organizzi un’operazione politica speciale con cui sancire, alla russa, l’alternanza al potere. E, forse, la ritrovata baldanza del governo tedesco nell’associarsi agli altri europei per questa iniziativa contro l’export di carbone e petrolio dalla Russia nasce anche dalla definitiva convinzione di non poter più avere anche a che fare con Putin. Qui un bravo giornalista tedesco, del popolare Bild, mostra immagini di carri russi colpiti e parla di situazione difficilmente sostenibile per Putin di fronte a un andamento della guerra nell’est dell’Ucraina simile a quanto avvenuto nel sud del paese a metà marzo.

 

Le tre "cose" principali

 

Fatto #1

Sapete tutti che il ministro russo Sergei Lavrov ha detto, indisturbato, cose false, orrende, propagandistiche alla Tv italiana. L’indignazione è mondiale e qui ne segnaliamo la parte proveniente dalla parte più titolata a reagire e cioè Israele, e si avviano anche le mosse dovute, quelle un po’ burocratiche. Se volete l’intervistatore di Lavrov, Giuseppe Brindisi, farà la propria autodifesa questa sera su Rete4.

 

Fatto #2

Qui succede che il mercato del lavoro tiri forte, con una rilevante crescita dell’occupazione, portata anche da una forte creazione di contratti stabili. È uno dei segnali attesi per riportare la crescita in positivo, come dovrebbe cominciare ad avvenire già nel secondo trimestre. Non ditelo a Vladimir Putin e ai suoi sostenitori esterni, tutti protesi a mostrare l’economia europea allo sbando, sotto i colpi dei prezzi energetici e degli effetti della guerra. Le cose, invece, vanno avanti e permettono di avere spazio per essere liberi dai rapporti economici con la Russia.

 

Fatto #3

Dalla politica economica arrivano ancora provvedimenti, abbastanza costosi ma ormai è andata, per contenere i prezzi energetici, mentre un assaggio di riforma del fisco potrebbe servire a dare un po’ di respiro al lavoro dipendente. Un assaggio che potrebbe anche servire a costringere la maggioranza a prendere anche l’intera portata e cioè l’attuazione quasi totale della delega fiscale. Si era detto che Mario Draghi avrebbe anche potuto usare la fiducia per farla passare e che, alla fine, sarebbe un bel dono per una maggioranza scioccamente riluttante, anche perché qualcosa da presentare agli elettori serve a tutti, a meno di voler lasciare proprio tutto il campo sociale libero per le incursioni meloniane. 

 

Oggi in pillole

 

 

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