Il Cremlino prende tempo sul pagamento del gas in rubli

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
30 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 16:30
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Vladimir Putin (Ansa)

Insomma, anche il grande piano nazionalista monetario per imporre (imporre?) pagamenti in rubli e solo in rubli finisce nel cestino delle proroghe. Il Cremlino o chi per lui ha fatto sapere che, sì, ora vediamo, però ci vuole altro tempo per far scattare il tassativo, tassativo!, ordine di usare solo i rubli. La decisione del milleproroghe alla russa arriva mentre il governo tedesco (e la Germania è il paese più tributario dell’energia russa) fa sapere di aver avviato il primo grado della procedura di emergenza per mandare avanti il paese anche senza la fornitura di gas russo e mentre il governo polacco programma la rinuncia al petrolio russo entro il 2024. Insomma, è bastato un accenno di paura, la minima prospettiva di restare a rimirare tanto gas e tanto petrolio in casa, oltre a un sacco di rubli, non sapendo però a chi venderli, perché la Russia cominciasse ad abbassare la cresta. Forse è una lezioncina utile, no?
In generale possiamo già dire che il mondo libero e democratico dovrebbe far valere di più l’infrastruttura immateriale che per comodità chiamiamo mercato e che è fatta anche di regole, stato di diritto, spirito imprenditoriale, libera iniziativa. Più o meno quello che, con disprezzo, viene chiamato neoliberismo. Perché ne vediamo solo i lati negativi, le ricadute sociali, umane. Alle quali, tuttavia, si può ben porre rimedio, come insegnano decenni di storia del riformismo e della socialdemocrazia europea. Ma resta il valore della grande infrastruttura immateriale. I cinesi ne sono consapevoli e, da par loro, la hanno semplicemente smontata e rimontata dalle loro parti, senza però importare democrazia e stato di diritto, figuriamoci (condizione instabile, ma al cui mantenimento i dirigenti cinesi dedicano grande attenzione e notevoli sforzi repressivi). Ma l’uso dei meccanismi di mercato ha consentito alla Cina di diventare una potenza industriale e manifatturiera (pur essendo, notoriamente, importatori di energia). I russi, invece, campano di rendita sulle bollette altrui. Ecco una delle ragioni per cui si annoiano e fanno guerre.
Ah, l’intelligence americana dice che Putin ha scoperto di essere stato male o parzialmente informato dai suoi generali sui risultati della guerra e che starebbe prendendo provvedimenti (peraltro di difficile efficacia, visto che il primo a non voler essere informato è lui stesso).

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