Le parole di Mattarella sull'Ucraina sono un antidoto al pressapochismo televisivo

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17 MAR 22
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Ansa/Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica/Francesco Ammendola

Il suo discorso chiaro e la distinzione dei concetti e il loro fondamento nella nostra cultura politica democratica ne fanno il migliore antidoto al grottesco spettacolo del dibattito giornalistico e televisivo sull’Ucraina e ai comportamenti sguaiati di chi cerca visibilità (ecco, qui ci vuole, non con la povera giornalista/producer russa che ha avuto il coraggio di mostrare un cartello di protesta in Tv) puntando su posizioni minoritarie puramente strumentali. Ma è inutile aggiungere altro, perché Mattarella si è spiegato molto meglio.
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Le tre "cose" principali

Fatto #2: Emmanuel Macron presenta il suo programma in vista delle elezioni per l'Eliseo del mese prossimo. Il presidente francese ha sottolineato l'impatto che alcune crisi inaspettate hanno avuto durante il suo mandato - riferendosi al covid, alle proteste dei gilet gialli e agli attacchi terroristici - e che continueranno ad avere anche per i prossimi anni: "Il progetto che vi presento oggi e' evidentemente ancorato nel presente, con il ritorno del tragico nella storia", ha detto Macron, parlando dell'Ucraina.
In caso di rielezione, il capo dell'Eliseo promette di portare il bilancio della difesa nazionale a 50 miliardi di euro nel 2025. L'obiettivo e' quello di potenziare l'esercito per l'eventualità di "una guerra ad alta intensità che può tornare sul nostro continente" ha spiegato Macron.

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