Tassare l'inquinamento: una cattiva proposta dell'Onu

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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2 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 05:30 PM
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Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, chiede di tassare l’inquinamento anziché le persone. Uno legge e pensa che sia uno slogan come tanti, magari anche condivisibile e perfino interessante come sprone a darsi da fare per migliorare la tenuta ecologica del nostro pianeta. Se, però, si prova a prendere sul serio quelle parole ci si può rendere conto che derivano da un’idea sbagliata sia della lotta all’inquinamento sia delle tasse e del fisco. Ritiene, evidentemente, Guterres che l’immissione di sostanze nocive nell’ambiente dipenda dall’eccessiva ricchezza, per cui riducendo i consumi e rendendoli, in generale, più costosi, miglioreranno le cose. Ma l’esperienza diretta, la conoscenza storica e qualche minima applicazione di teoria economica mostrano l’opposto e cioè indicano che, invece, con la qualità dei consumi e dei prodotti e dei processi che li portano dalla materia prima al cliente finale, cresce la sostenibilità dell’intera filiera. Perché solo con una buona remunerazione di tutti i fattori produttivi si può avere un miglioramento della qualità ambientale di un bene e si può continuare a finanziare la ricerca per ulteriori miglioramenti. Tassare i prodotti ritenuti più inquinanti finirebbe solo per relegarli in uno spazio di bassa redditività per i produttori, azzerando la ricerca per i miglioramenti tecnologici e produttivi, chiudendo il mercato a nuovi entranti possibilmente innovatori. Ma, poi, peggiore ancora è ciò che rivela la concezione Onu delle tasse, viste non come uno strumento di redistribuzione e ottimizzazione della spesa (la sanità individuale ci costerebbe di più rispetto a quello che spendiamo per centralizzare e universalizzarne i servizi attraverso il fisco, per fare un esempio, oppure, per farne un altro, assumere guardie personali ci costerebbe di più di ciò che spendiamo per sostenere le forze di polizia statali) ma come uno strumento per punire comportamenti ritenuti sbagliati o inopportuni. Non è una buona lezione quella che arriva dall’Onu e speriamo che i singoli paesi non la applichino.

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