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Il primo passo verso una nuova giustizia
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
3 AUG 21

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Stasera si chiude, col secondo voto di fiducia, il primo atto legislativo con cui un governo riesce a modificare in senso garantista la giurisdizione in Italia, riducendo le possibilità di uso eccessivo e non controllato del potere giudiziario. Sappiamo tutti bene che non è la riforma perfetta e che non è sufficiente. In molti (ma non, come dire, in abbastanza) avrebbero voluto di più. Altri avrebbero voluto forse troppo, andando a mischiare desideri generali e condivisibili con obiettivi personali o con battaglie contro la magistratura. Il risultato finale, da sancire col voto di stasera, è, comunque, straordinario perché mostra che è possibile cambiare gli assetti dell’amministrazione della giustizia in Italia e toccare gli equilibri, non virtuosi, che ad essa presiedono. L’importante, e sarebbe bene parlarne a cena, è aver dimostrato che qualcosa si può fare e che non necessariamente si fa una brutta fine (politica o giudiziaria) quando ci si avventura nella riforma della giustizia. E, fatto il primo passo, è probabile che ci si prenda gusto, con successivi interventi che andranno a rendere ancora più incisive le novità appena decise. A cominciare, già nei prossimi giorni, dagli interventi per la giurisdizione civile, dalla quale dipende, ancora più che dal penale, la possibilità di realizzare in concreto gli obiettivi del piano nazionale di ripresa economica.
Le tre "cose" principali
Escono le nostre nazionali di volley e basket, dopo quarti di finale duri e un po’ psicologicamente difficili.