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Imporre lockdown in Europa è sempre più difficile
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
24 MAR 21

Angela Merkel (foto EPA)
In Ue non si riesce più, politicamente, a imporre chiusure e restrizioni. Non ce la fa Angela Merkel, non ne hanno la forza neanche gli altri governi. È un segnale politico chiaro quello che arriva dalla Germania, con tanto di scuse e marcia indietro da parte della cancelliera, e va capito e interpretato. Certamente non c’è più il consenso sociale per allungare limitazioni alla vita sociale e commerciali superiori a quelle che da noi si potrebbero definire da regione gialla. Non stiamo dicendo che non servano, anche perché dal mondo medico vengono invece esortazioni alla prudenza, ma che c’è stato un cambio nella percezione delle opinioni pubbliche europee e ora la paura, la preoccupazione per la salute, sta perdendo posizioni nella scala di importanza. E la durezza nelle restrizioni sta diventando politicamente minoritaria. Era il problema dell’ultimo sforzo, di cui abbiamo parlato spesso ultimamente. Il fronte interno, chiamiamolo così, regge ancora questo sforzo, ma il limite sembra essere abbastanza unanimemente percepito nei primi giorni di aprile. E per i governi europei diventerebbe difficile ora, anche se trovassero un’unità di intenti, chiedere, come dire, una proroga degli sforzi ai cittadini. Anche perché dal mondo arrivano notizie, un po’ enfatizzate per la verità, sulle riaperture, sulla ripresa. I mercati hanno capito che non è tutto veramente così, ma forse calcolano, tra le variabili negative, anche la stessa difficoltà per i governi nel recupero della disciplina sociale necessaria per frenare l’ultima parte di questa ondata di contagi.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3
Joe Biden è per due mandati (forse). Ma Vladimir Putin è per sempre.