Perché lo sciopero contro Amazon consolida la posizione di Amazon

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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22 MAR 21
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(foto LaPresse)

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3

Oggi in pillole

- C’è una tradizione grillina, molto sfortunata, di blitz dimostrativi con cui affrontare le inefficienze dello stato, delle istituzioni o delle organizzazioni anche private, prendendoli di petto e documentando tutto con riprese e post. Si ricordano le irruzioni con riprese in varie municipalizzate romane subito dopo l’elezione di Virginia Raggi, sfociate poi in nulla o, spesso, in un peggioramento delle condizioni organizzative di quelle società di servizi. E quello di Luigi Di Maio appena nominato ministro dello sviluppo economico nei saloni del suo ministero. E poi anche all’estero la calata sempre di Di Maio ma accompagnato da Alessandro Di Battista sulle sedi del parlamento europeo. E tanti altri casi. Uniti non solo dall’esito fallimentare ma anche da un filo anti-casta che tutti li teneva. In più, ora che la loro presenza nei luoghi del potere si è consolidata, questi blitz stanno un po’ mutando di tono. Se Di Maio ha smesso di farne, e ne è diventato un critico, i grillini tradizionalisti, come Nicola Morra, anche per mostrare che loro non si sono ammorbiditi, continuano a usare quei metodi. Solo che farlo da parlamentare, presidente di commissione, persone che può telefonare direttamente a esponenti del governo ed esercitare pressioni, finisce per rendere tutto non solo gravemente lesivo della dignità di chi lavora per lo stato ma anche piuttosto intimidatorio.