di cosa parlare stasera a cena
Le intemperanze di Salvini sono brusio di sottofondo
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Ancora sui vaccini, parlatene, se possibile, senza partigianerie. Domenico Arcuri è una calamita di antipatie, sembra fatto per attirarle, ma questo non deve farci disprezzare o svalutare qualunque suo progetto o qualunque affermazione. Sta passando, poi, la ricostruzione dei fatti che lo vedrebbe estromesso dalla gestione diretta del piano vaccinale. Non sembrerebbe proprio tutto così, mentre di certo è stato privato del ruolo di comunicatore, e questo gli fa anche bene. I nodi da sciogliere erano organizzativi, per la definitiva individuazione dei luoghi, autorizzativi, per la possibilità di usare il prodotto AstraZeneca su una più ampia fascia di età, e negoziali, perché serviva un accordo con i medici di famiglia sulle somministrazioni. Con la riunione di oggi sembra che tutti e tre questi punti critici siano stati risolti. Dagli uffici di Arcuri era uscita l’indicazione di 100 mila vaccinazioni al giorno come passo raggiungibile a breve. Il ministro Roberto Speranza parla di campagna che può ulteriormente accelerare.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3
Torna lo spread, o meglio, fa capolino, per ricordarci che il mondo si sta risettando verso un futuro con meno stimoli monetari e, in prospettiva, tassi al rialzo. Una delle ragioni per cui avere Mario Draghi a guidare la squadra è una garanzia importante. Tutto vero ma è vero anche che il problema dei paesi ricchi al momento non è l’inflazione ma semmai è rimettere in giro i risparmi accumulati durante le restrizioni per la pandemia.