Il M5s perde pezzi ma guadagna posizionamento politico

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
18 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 07:01 PM
Immagine di Il M5s perde pezzi ma guadagna posizionamento politico

(foto Ansa)

Parte il governo di Mario Draghi con piena operatività e ampi margini nella fiducia parlamentare. Teniamo sempre a mente le tre riforme cardine, quelle di fisco, pubblica amministrazione e giustizia. Il loro cammino ci dirà qualcosa sullo stato di salute del governo. Senza bisogno di strappi o di colpi di scena immediati, certamente. Per le tre riforme l’appuntamento con l’approvazione di gran parte delle norme che le comporranno è per la fine del 2021. È un fatto quasi obbligatorio per il fisco, anche perché lo stesso Draghi ha voluto escludere mosse a effetto o provvedimenti fatti per ottenere risultati immediati ma non in grado di modificare il sistema nel suo complesso. Se davvero la consegna del silenzio avrà un seguito se ne parlerà solo nelle sedi opportune, che sono le commissioni parlamentari e i tavoli di confronto con le parti sociali. Il precedente del 1973 è stato opportunamente ricordato. Altri casi, più recenti, di riforme di sistema andrebbero invece ricordati per evitare alcuni errori. Per la giustizia non stiamo neanche a ricordarlo. E certamente mettere prima a fuoco i ritardi e le inefficienze della giurisdizione civile aiuterà a partire nel modo giusto. E ci vogliono assieme coraggio e cautela anche per la pubblica amministrazione. Renato Brunetta ha già avuto un’esperienza nel settore, che ha affrontato sì con coraggio ma forse con poca cautela, e perciò involontariamente rafforzando il repertorio di luoghi comuni sui fannulloni o sugli assenteisti. Si potrebbe tentare un suggerimento, ma prendiamolo come una chiacchiera a cena e niente più. Si potrebbe puntare su ciò che nella macchina statale funziona e provare a estendere quelle pratiche efficienti, invece di giocare tutto o quasi sulla comunicazione (come avvenuto nella precedente esperienza di Brunetta) e quindi dare in pasto ai giornali solo ciò che non funziona. Invece di raccogliere testimonianze di furbizie e assenteismo andrebbero cercate quelle che hanno a che fare con storie di successo. La possibilità di guardare alla riforma della P.A. con altri occhi c’è, e questo Brunetta lo sa benissimo, perché la digitalizzazione la sta cambiando e stravolgendo. Forse è proprio lui il ministro che più di tutti deve lavorare a fianco di Vittorio Colao.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3

Oggi in pillole