Il Pd e i conticini in sospeso col governo

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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15 JAN 21
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(foto Ansa)

Il Pd fa un po’ di politica. Nicola Zingaretti coglie il momento di necessità per Giuseppe Conte e per i 5 stelle e presenta un conticino in sospeso. Il succo del suo pensiero e della sua azione è che il governo andrà avanti, benissimo, #conConte e tutto quello che vi pare, ma ci sarebbero da sistemare quelle pendenze sulle riforme, il famoso pacchetto di completamento della modifica costituzionale con cui si è ridotto il numero dei parlamentari. E’ una serie di provvedimenti, a loro volta costituzionali e anche affidati alla legislazione ordinaria, come la modifica della legge elettorale e della costruzione dei collegi, e anche ai regolamenti parlamentari. Zingaretti specifica che “il governo ha fatto molti errori e il Pd non intende accettare tutto”, insomma un linguaggio che resta amichevole ma è anche franco e puntiglioso. E altri dirigenti Pd rafforzano la tesi del segretario. Attenzione, perché non è solo una manovra di efficace ridefinizione dell’agenda della maggioranza e di ridefinizione dei rapporti di forza, c’è anche qualcosa che potrebbe riguardare i renziani. Perché con la ripartenza del programma riformista sulle istituzioni e le regole del gioco si offrirebbe una possibilità di reinserimento dignitoso alla pattuglia di Iv.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
E veniamo al dibattito di giornata. Perché a cogliere quello spazio di cui parlavamo in alto sono ad esempio la ministra dimessa Elena Bonetti e Davide Faraone. eccoli a dire che, di fronte ad alcuni segnali politici a loro parere già visibili, Iv, con linguaggio un po’ da cronaca sportiva, “c’è” e insomma è disponibile a rientrare. Diverso il tono del leader. Matteo Renzi prende posizione, o meglio resta sulle posizioni, ma sembra improvvisamente un po’ sfasato rispetto al resto della discussione pubblica. E tutti intanto si appassionano di somme e sottrazioni e di nuovi gruppi parlamentari. Spicca l’iniziativa di Maie-Italia23.
Fatto #2
Fatto #3
In tutto questo c’è la frenata di Pfizer. Fa sapere che non ce la fa da sola a stare dietro alla gigantesca domanda mondiale del suo vaccino anti-Covid e comunica la riduzione delle forniture per l’Europa. Si prevede un calo intorno al 18% e forse si dovranno rimodulare gli avanzamenti previsti nei piani vaccinali, con riguardo all’ondata di richiami. Resta comunque confermato, ed è importante, il programma di vaccinazione di chi ha più di 80 anni entro febbraio. C’è qualche possibilità di convertire rapidamente altri stabilimenti farmaceutici, attrezzati a sufficienza, per rimpinguare la produzione. Si parla, ad esempio, dei laboratori di Sanofi, in Francia. In ogni caso è necessario, perché non ci siano rallentamenti di rilievo, che si completi presto l’iter delle autorizzazioni attese. E che si corra anche nella realizzazione degli anticorpi monoclonali di produzione italiana, ai quali ha lavorato con Toscana Life Sciences il professore Rino Rappuoli. E comunque si festeggia anche la cifra grossa e tonda delle vaccinazioni già effettuate in Italia.

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