Di cosa parlare stasera a cena

La protesta in Francia e l'attività di Italia Viva

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

In Francia grande protesta contro la riforma delle pensioni. Gli scontri sociali sono tradizionalmente molto intensi, anche per la scarsa possibilità di mediazione dei corpi intermedi e della politica. Insomma di fronte a un governo forte grazie alla specifica condizione istituzionale anche la protesta deve essere forte. E a riforme toste si risponde con mobilitazioni ugualmente molto intense e di vasta portata. È il risvolto negativo di un sistema che mette però il governo nella condizione di prendere decisioni. E anche se il tutto si mitiga con una quota di statalismo e di assistenzialismo qualche asperità resta. Prendete quindi le proteste parigine con questa tara: servono a farsi sentire in un sistema caratterizzato da blocchi di potere poco permeabili. Poi ci sono interessi vari che spingono per la drammatizzazione, con le milizie del black bloc sempre pronte a intervenire dove c'è da destabilizzare.

 

Ma cosa comporta la riforma previdenziale tanto odiata? Ripeschiamo un link di qualche giorno fa (oggi in giro si parla solo della protesta e non dei contenuti) per mostrare che la riforma macroniana è comunque tutt'altro che dura, soprattutto perché mantiene un'età di riferimento per l'uscita dal lavoro a 62 anni, quindi andando a piazzarsi nella parte bassa della classifica europea. Macron però vuole cambiare il meccanismo di calcolo, ora basato sulla media dei migliori 25 anni lavorativi per il privato e degli ultimi 6 mesi per il pubblico. Questi meccanismi di calcolo di tipo retributivo selettivo sono generosi e creano, tra l'altro, iniquità generazionale oltre a non essere più adatti per carriere lavorative discontinue. Macron ha ideato un sistema legato a punti di accumulo previdenziale che si otterranno con ogni giorno lavorativo. Quindi siamo il più vicino possibile a un sistema contributivo e capace di far emergere senza approssimazioni la contribuzione delle carriere spezzettate con frequenti cambi di impiego. Vedremo, intanto a cena, conoscendo lo schema di riforma, farete un figurone. Ah, malgrado gli scontri in piazza c'è spazio per mediare e il maggiore sindacato è favorevole a ampie parti della riforma macroniana.

  

Se vi piace il tema potete parlare di emendamenti, maggioranza e manovra. Ce n'è per tutti ma oggi forse è più rilevante l'attività di Italia Viva.

  

Beata sincerità del senatore Borghi.

  

Di fronte a queste cose (e ad altre, Salvini compreso) il ministro Roberto Gualtieri fa il cartesiano e chiude il sillogismo.

   

Ma, populista scaccia populista?

 

Epic clash, scontro epico, dice la Cnn promuovendo Nancy Pelosi prima linea della sfida con Donald Trump per l'impeachment.

 

E Pelosi sa come rispondere al reporter che propone la domanda traditrice e intrigante.

  

Ne parlavamo ieri a cena, la vicenda ha interessato anche il candidato alla nomination democratica Joe Biden, sì proprio quello sul cui figlio Trump aveva dato mandato di indagare al presidente ucraino.

 

Che poi sempre Trump era quello che se le prendeva con la Federal reserve, e guardate invece come sono andate le cose per uno degli indicatori principali del successo di una politica monetaria.

  

Google ti stai allargando.

 

Insomma, stiamo sempre lì.

 

O no?

 

Albero di Natale e luci in Vaticano, ma non parlate di spelacchio (che ha scocciato).