Il confronto tv tra Renzi e Salvini e la nuova manovra economica

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Dopo un po' di rivendicazioni e tentativi di trattativa a muso duro ecco che la manovra economica si va a riadagiare sulle condizioni iniziali. Non si toccano le due grandi nuove misure di spesa, reddito di cittadinanza e Quota 100, non si fa crescere l'Iva, e quindi resta pochissimo spazio per dare una caratterizzazione alla politica economica improntata alla nuova maggioranza. E' un male, perché si replica, con qualche accortezza in più, l'impianto della manovra dell'anno scorso. E' un bene perché costringe una maggioranza nata un po' per traverso a mettersi al lavoro sulla politica economica, e non solo per inventare misure di spesa o tagli di tasse più o meno popolari, ma per impostare riforme. Suona troppo ambizioso? Be' gli interventi sul fisco e sul contrasto all'evasione, piacciano o no, fanno parte di un tentativo di riforma e in parte non comportano grandi impegni nuovi di spesa ma toccano l'organizzazione dei controlli, la ricerca di maggiore disponibilità di dati, il cambiamento dei rapporti con i cittadini/contribuenti. Lo stesso succede per la politica industriale, con la conferma e il rilancio e la stabilizzazione di industria 4.0 e della Nuova Sabatini (che sono set di strumenti e non solo veicoli di spesa), anche in questo caso c'è una visione politica riformista che potrebbe caratterizzare la maggioranza.

 

Se proprio non potete farne a meno da Vespa, dopo cena (più o meno), ci sono Matteo Renzi e Matteo Salvini.

 

 

Intanto frena tutto il mondo, ma l'Italia di più.

 

Tema noiosetto per conversazioni, comunque se volete osservare meglio l'economia non osservata (perché sommersa) fatelo con l'aiuto dell'Istat. Qualche anno fa comunque ce n'era di più. Tanti anni fa fece comodo a Craxi per alzare le stime sul pil italiano. E' palesemente (ossimoro) il contrassegno di evasione fiscale e lavoro nero.

 

Perché girarci intorno? E poi i messaggi nella politica americana devono essere brevi e chiari. E questa sortita twitteriana di Joe Biden segna un passaggio verso le ostilità totali nei riguardi di Donald Trump e la presa della guida del fronte antitrumpiano da parte di Biden (che così più che ad attaccare Trump punta a non farsi scalzare dai democratici più giovani ed esuberanti e violentemente antitrumpiani).

 

 

Qualche ora prima l'aveva scritto in modo più articolato, ma poi deve aver capito che si perdeva in nettezza e in chiarezza del messaggio. E nella sfida tra tweet di Biden quello breve surclassa quello articolato in termini di cuoricini. Volendo ci si potrebbe scrivere un trattatello, potete accontentarvi di parlarne a cena.

 

 

Ma il 25% è tanto o poco?

 

 

Da qui, nelle nostre cene, si è giocato per anni con lo scetticismo, convinti che l'impossibile e insensata Brexit non sarebbe avvenuta. Per stasera invece promettono di smentirci e siamo curiosissimi.

  

 

Ancora sul disastro siriano, l'analisi del NYT sugli errori di Donald Trump.

 

  

Nomine vaticane, con strascico velenoso.

 

 

Facebook insiste con la sua Libra e parte malgrado i tanti che si sono sfilati dall'impresa dell'ibrido, un po' sistema di pagamenti e un po' moneta, che intende mettere a disposizione del suo gigantesco popolo di utenti globali.

 

Arrivedorci, arrivedorci.