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Di cosa parlare stasera a cena

Le parole di Conte e il futuro del governo

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

3 Giugno 2019 alle 18:56

Le parole di Conte e il futuro del governo

Beh non capita spesso di avere il tema per cena pronto e confezionato e nientemeno che dal presidente del consiglio. Lui, il prof. avv., presenta il suo intervento alle 18.30 (a mercati chiusi, perbacco) come un format tra il confidenziale e l'istituzionale e lo chiama, prendiamo le maiuscole dall'originale, "Conferenza Stampa". Pare che da ciò che dirà dipenda la stabilità o la caduta del governo, peraltro da lui stesso presieduto. Con una torsione della logica e della successione di causa ed effetto ecco che il titolare della decisione ultima e definitiva sulla prosecuzione del governo, ovvero il presidente del consiglio, si impegna a "dire cose" dalle quali dipenderà una decisione che deve prendere lui stesso. Una specie del si faccia un domanda e si dia una risposta, solo più teatralizzato, più drammatizzato: si faccia una conferenza stampa a mercati chiusi e si dia una reazione. Ovviamente sappiamo che il nodo è nella ricezione delle cose che il prof. avv. ha da dire da parte dei due titolari dell'azione di governo, cioè i suoi noti vice. Ci si chiede se non fosse meglio una telefonata ai due, perfino una riunione ristretta per parlarsi francamente. E quindi la scelta dell'intervento pubblico va spiegata con l'intenzione di parlare a italiani perché vice intendano, una capriola politicamente stramba e forse persino pericolosa.

  

Prima si era parlato di incontri per decidere come sbloccare lo sbloccacantieri, Salvini un po' se la rideva, mentre circolano le congetture più assurde sul futuro del governo (compreso il prof. avv. a fare il commissario europeo).

 

Ma tutta questa ammoina serve a scappare da cosa? forse da queste responsabilità, create e aumentate con la ubriacatura populista.

 

E anche da queste altre responsabilità.

 

Dovete parlare certamente dei medici molisani che non ci sono, e quindi, con il perfetto copione delle emergenze nazionali, la regione chiama i militari per sostituirli.

 

Il filone delle denunce in procura per manomissioni (la manina, ricordate?) o anticipazione e diffusione di testi governativi continua ad arricchirsi, con la decisione del ministro Tria dopo la figuraccia della lettera scritta e riscritta.

  

Parossismo ed emergenza anche nelle reazioni all'incidente veneziano, in poche ore si è percorso tutto il repertorio di dichiarazioni possibili e di soluzioni proponibili. Il ministero, sinora tacito, si è buttato sull'attivismo e ha convocato d'urgenza a Roma il presidente dell'autorità di bacino, chissà per quali comunicazioni così riservate e importanti da richiedere la presenza fisica anziché un normale telefono. Ammoina totale, insomma, anche da parte delle autorità locali. Con il presidente Zaia e il sindaco Brugnaro impegnati a difendere la loro immagine di decisionisti, scornati però dalla paludosa inattività romana. Il dossier scenderà di interesse all'allontanarsi nel tempo del ricordo dell'incidente, anche perché soluzioni facili ed efficienti non ce ne sono.

  

Il Pd che osserva come l'Spd sia senza guida e senza una visione da proporre agli elettori.

 

È vero che Khan aveva cominciato con le critiche ma arrivare a Londra e insultare il sindaco, essendo voi il presidente degli Stati Uniti in visita di stato, non è una cosa che si dovrebbe fare. Ci si chiede, va bene per scherzare a cena, cosa avrebbe detto a Roma magari col corteo presidenziale incappato in qualche buca stradale e raggiunto dal dolciastro sentore di decomposizione from the cassonetti.

 

Intanto, in patria, un altro consigliere economico di Trump saluta e se ne va, e non uno qualunque ma il presidente del gruppo di consiglieri economici della Casa Bianca. Se anche Paul Krugman non ha idea (o ne ha 36.000) sulle ragioni di queste dimissioni figuratevi se potremmo provare a immaginarle noi. Ma il problema c'è, da qualche parte.

 

Interessante, parlatene con aria da grande gioco mondiale.

  

Parlate, con una punta di ansia, di Boeing 737 e nuovi annunci dell'azienda su problemi per la sicurezza. Gli effetti di questi ulteriori allarmi si vedono già sui conti di alcune compagnie.

  

Maneggiare con cura: i gilet gialli sono una farloccata buona per le inchieste del Tg2, ma i guidatori di auto diesel e altri patiti della mobilità senza intrusioni dello stato esistono davvero e non vanno troppo disturbati. Anche il Monde dice di andarci piano con le velleità ecologiche.

 

Buttate un occhio nei banchi dell'antiquariato o dove vi pare e se doveste vedere un pezzo di scacchi con queste fattezze tenetevelo stretto. In giro per il mondo ce n'erano 5, ed erano i pezzi mancanti di una scacchiera vichinga di 900 anni fa. Uno è stato appena identificato, è una Torre, di cui è acquisita con certezza l'appartenenza all'antica serie di pezzi, era stato venduto nel 1964 per pochi spiccioli. Ora andrà all'asta puntando a superare il milione di sterline. Il resto della scacchiera è diviso tra il British Museum a Londra e il National Museum a Edimburgo.

 

Visto che siete a cena, ecco il ristorante subacqueo, bello ma non ci cenerei, l'idea di essere osservati da pesci simili a quelli che stanno fritti nel tuo piatto ha qualcosa di non tranquillizzante.

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