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Quota 100 che sta sfuggendo di mano e il successo di Mahmood

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

1 Marzo 2019 alle 18:40

Quota 100 che sta sfuggendo di mano e il successo di Mahmood

Foto LaPresse

Ieri tante proroghe, tanti rinvii, oggi tanti imbarazzi. A partire dalla Tav. E' stata una giornata complicata dalle parti di Palazzo Chigi. Il prof. avv. ha aspettato le 12.30 per far sapere al paese che il suo pensiero ferroviario era stato travisato e lui non sosteneva il progetto di mini-Tav (qualunqua cosa ciò sia). Insomma una smentita così tardiva, ma così tardiva, che non si capiva neanche più bene cosa volesse smentire e perché. Intanto si era espresso Toninelli, nientemeno, per ribadire (lui che aveva commissionato uno studio sull'impatto economico dell'opera) la proprio totale opposizione al progetto. A Toninelli la Tav fa schifo, fa orrore. E con lui qualche consigliere comunale di Torino dei 5 stelle e qualche consigliere regionale del Piemonte. Pare che siano gli interpreti del vero movimento grillino, e questo può essere anche vero. In ogni caso giravano, sempre nella pazza mattinata di oggi, versioni al ribasso dell'analisi costi benefici, accompagnate da osservazioni del candido prof. Ponti, secondo il quale si poteva, in sostanza, aggiustare qualcosa nei calcoli, spostare qualche peso, prendere opportune misure in base ai paradigmi preferiti dai politici. In queste versioni rinnovate il risultato dell'analisi indicava, come effetto negativo sull'economia nazionale, un peso di 3 miliardi e mezzo anziché di 7 miliardi. Modifiche così violente da far perdere ogni attendibilità residua al metodo utilizzato.

 

E sì perché nel frattempo c'era il fantastico ministro Tria che, in terra francese, rendendosi conto de visu che ce ne frega di andare a Lione e anche a Parigi, dava invece la sua benedizione al progetto di integrazione della parte italiana nel corridoio europeo di trasporto sull'asse est-ovest. Non solo la sua personale di benedizione, ma anche qualche ammiccamento verso altre volontà favorevoli al progetto: Tria dava quasi l'impressione di sapere qualcosa di più, qualcosa che non piacerà a Toninelli.

 

E Toninelli nel frattempo era fatto oggetto di una mozione di sfiducia promossa dal Pd, contro la quale montava l'indignazione grillo-casaleggiana. La mossa ha un suo senso non tanto per l'obiettivo di togliere il ministro concentrato dal suo posto di comando quanto per costringere la Lega a votargli espressamente la fiducia e poi ad andarlo a spiegare ai tanti amministratori leghisti che vedono la continua attività di boicottaggio dei cantieri attesi nei loro territori.

  

Ma c'è chi crede ancora a Salvini.

 

Il tutto mentre l'Istat corregge al ribasso l'andamento del Pil nel 2018, il consuntivo dovrebbe fermarsi, per l'anno da poco trascorso, a +0,9 di crescita economica (nel 2017 si era realizzato +1,6). E sempre l'Istat attesta come ci sia un effetto di trascinamento negativo della frenata durante la seconda metà del 2018 anche riguardo alle attese sul 2019. In gennaio poi il mercato del lavoro si è mosso poco, proseguendo sì nella stabilizzazione di lavoratori (quelli che per le aziende sono davvero imperdibili) ma creando pochissime opportunità nuova. E l'effetto negativo di decreto dignità e frenata dell'economia da ora in avanti comincerà a farsi pesante.

 

Gli indici anticipatori continuano a dare brutti segnali.

  

La vicenda terribile dell'imprenditore antiracket coraggioso abbandonato dallo stato.

 

Intanto in Italia c'è una nuova tassa da oggi, accompagnata dalla abituale confusione.

  

E, a proposito di confusione, ce n'è sempre di più attorno alla partenza, ormai imminente, delle domande per il cosiddetto reddito di cittadinanza. E c'è quota 100 che, forse, sta sfuggendo di mano. Causando, intanto, un buffo cortocircuito, perché i prepensionamenti stanno svuotando proprio quei centri per l'impiego che dovrebbero essere il fulcro del nuovo welfare grillino/leghista. In ogni caso le domande di pensionamento anticipato corrono, arrivano soprattutto da Sud e dal settore pubblico.

 

Con uno specifico problema che riguarda la professione medica.

  

Ci guardano dall'estero e scrivono di Italia con la dovuta preoccupazione.

  

La tragedia dell'Ama a Roma, notare, appunto, anche la teatralità della foto.

  

Simpatica e bella, la madre degli undici.

 

E mentre va in Borsa anche il concorrente principale di Uber, qui c'è la classica coda per i tazi.

 

La Spagna intanto si ribella: il calcio odia il lunedì.

  

Mahmood sempre più in alto, ma a noi è tanto simpatico anche Ghemon.

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