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Gli avvertimenti al governo gialloverde e le furbizie della Manovra. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

25 Ottobre 2018 alle 18:51

Gli avvertimenti al governo gialloverde e le furbizie della Manovra. Di cosa parlare stasera a cena

Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Tutto è ormai molto chiaro e il presidente della Bce Mario Draghi mette ancor più in evidenza quali sono i modi e gli strumenti con cui la Banca centrale potrebbe agire in caso di difficoltà in Italia. Un caso Italia di cui ormai si discute apertamente in Europa. E, anche se in molti sottolineano il tentativo di calmare la situazione da parte di Draghi, il cuore del suo discorso e della sua politica degli ultimi mesi resta nella definizione degli interventi possibili di fronte al lento e progressivo deterioramento delle condizioni base dei conti pubblici e della capacità di far fronte agli impegni finanziari da parte di alcuni paesi. Certo, Draghi si dice fiducioso (ma non "molto fiducioso") sull'Italia, ma il punto, va ripetuto, è nello stabilire in modo chiaro e netto che la banca centrale non può finanziare i deficit.

  

 

 

Leggete bene l'analisi fatta fa Lorenzo Bini Smaghi durante un incontro tra esperti di politica monetaria e pubblicata oggi sul Foglio. Servono in po' di attenzione e un po' di tempo, ma dopo sarete in grado di reggere agli argomenti anti-euro e ai sogni/deliri del sovranismo in qualsiasi cena. Il punto centrale è nell'individuazione, da parte di Bini Smaghi, di alcuni errori di impostazione e di alcuni errori cognitivi nel documento che rappresenta i pericolosi progetti di nuova politica monetaria sovranista.

 

 

 

Mentre con linguaggio diretto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, dice al governo: non potete fregarvene dello spread. Insomma il “me ne frego” salviniano è contestato direttamente.

 

 

 

Di fronte a questi avvertimenti, a queste spie di allarme, che cosa fa il governo? Nessuna retromarcia dichiarata ma come abbiamo detto in varie delle recenti cene c'è qualche tentativo di fare un po' i furbi, e quindi sistemare alla meno peggio le coperture per poi vedersela da capo tra un anno. Tutte cose non dichiarate ma che emergono andando a leggere le carte, magari quelle un po' tenute nascoste o poco visibili. Ecco come Carlo Cottarelli individua il meccanismo di copertura a tempo per la riduzione dell'età pensionabile.

 

 

  

La presentazione del reddito di cittadinanza fatta da consulenti che sembrano piuttosto sceneggiatori di film comici demenziali, cose come “Scuola di polizia”.

 

 

 

Tra i falsi obiettivi, falsi e inutili, ma di buona spendibilità mediatica, c'è la lotta all'assenteismo degli statali. Non è lì punto per migliorare la qualità del servizio della burocrazia, ma, appunto, la “caccia ai furbetti”, lo diciamo con un orrendo slogan, funziona per fare slogan.

 

 

Quelli che vivono sottoterra.

 

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