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L’uomo che ha fatto una strage per un filo dei panni e il seno di Serena Grandi

Il fucile di Luigi Murolo su parenti e passanti, la madre strangolata dal figlio. Mentre Tiger Woods proprio non riesce a restare fedele ora c'è un’agenzia che lascia il fidanzato al posto tuo.

18 Maggio 2015 alle 10:14

L’uomo che ha fatto una strage per un filo dei panni e il seno di Serena Grandi

DELITTI


 

Luigi Murolo, 52 anni, e Concetta Uliano, 51. Marito e moglie, due figli minorenni, abitavano in un appartamento accanto a quello del fratello di lui Giulio Murolo, anni 48, infermiere nel reparto di Chirurgia Toracica dell’ospedale Cardarelli di Napoli, una passione per la caccia, ottimo tiratore, celibe, solitario, sempre sulle sue, maniaco dell’ordine e della disciplina. Tra le due case c’era un ballatoio comune, l’infermiere ci stendeva abitualmente la biancheria ad asciugare e la cognata, abitualmente, s’arrabbiava. L’altro giorno, durante l’ennesima lite causata dal solito filo per i panni, il Murolo Giulio corse nella stanzetta accanto alla cucina, adibita ad armeria, prese un fucile a pompa, tornò sul ballatoio e sparò più colpi addosso al fratello e alla cognata. Quindi si appostò sul balcone di casa e cominciò a fare fuoco a casaccio sui passanti. All’angolo della strada, l’ufficiale dei vigili urbani Francesco Bruner, 60 anni, lo implorò di smettere. Murolo prese la mira con calma e lo ammazzò sul colpo. A terra un carabiniere ferito, un altro agente si chinò per controllare le sue condizioni: Murolo, che intanto aveva tirato fuori una pistola, gli sparò a un braccio. Dietro ai cassonetti, ferito gravemente, rantolava il vigile Vincenzo Cinque, 63 anni (grave in ospedale). L’uomo al balcone, non soddisfatto, vedendo il fioraio Luigi Cantone, 59 anni, a bordo di uno scooter grigio, prese di nuovo la mira per bene: lo uccise con un solo proiettile. In tutto sparò all’impazzata, col fucile e con una pistola, per un’ora e mezza, finché i carabinieri, arrivati con un megafono, riuscirono a farlo ragionare. Murolo si ritirò e chiamò il 113: «Sono io quello che sta facendo il macello». Quattro agenti indossarono i giubbotti antiproiettile e salirono a prenderlo: lo portarono via, buono buono: «Mi arrendo, sono disarmato, ho fatto una cazzata». Uno della Scientifica che salì a vedere la casa confermò: «Aveva preparato l’innesco per far esplodere due bombole di gas». Sotto il suo letto la polizia trovò un mitragliatore Ak 47 Kalashnikov con matricola abrasa, due machete e armi varie. Il racconto di Luigi Mele, titolare di un negozio di ortopedia lì vicino: «Erano le 15.15 quando abbiamo sentito le detonazioni. Tante, almeno una quindicina. Inizialmente ho pensato che potesse essere una fiction, perché ieri a poche decine di metri da qui hanno girato un episodio della serie Gomorra. Poi ho visto un ragazzo sul motorino, riverso a terra, e l’uomo armato di fucile che entrava e usciva dal balcone della sua abitazione sparando all’impazzata. Ho abbassato la saracinesca come tutti gli altri commercianti e sono scappato».

Primo pomeriggio di venerdì 15 maggio, in un appartamento al primo piano in via Napoli a Capodimonte, quartiere Secondigliano, Napoli.

 

Lina Boccardo, 75anni. Di Pavia, sposata da una vita con Giacomo Lodola, 80 anni. La loro esistenza era diventata un incubo da quando s’erano entrambi ammalati: lei era affetta dal morbo di Parkinson, lui a seguito era diventato cieco. Sempre assistiti da badanti e parenti, l’altra mattina si ritrovarono soli per un’oretta e allora lui, presa una cintura di plastica, la strinse attorno al collo della moglie che dormiva finché non smise di respirare. Quindi si sdraiò accanto alla salma, mandò giù dell’acido e la stessa cintura se la strinse attorno al collo suo, senza riuscire a morire perché in quel momento entrò la badante. Durante la corsa in ambulanza bisbigliò: «L’ho aiutata a morire».

Alle 8 di mattina di lunedì 11 maggio  in un appartamento in Viale Campari a Pavia.

 

Paola Fabbri, 56 anni, e il compagno Marco Rossi, 57 anni. I due, insieme da una ventina d’anni, senza figli, vivevano a Savio di Cervia, Ravenna, con l’adorato meticcio nero di nome Sky. Lei, parrucchiera, lavorava in un salone a pochi metri da casa. Lui, ex guardia giurata, di tanto in tanto le dava una mano a negozio. Il Rossi, da tempo era depresso per via di una grave malattia. Così decise di farla finita e di portarsi appresso i suoi affetti più cari. Lunedì 11 maggio, in tarda mattinata, prese la sua Smith & Wesson calibro 357 e sparò un colpo nella testa della compagna. Quindi sparò tre colpi al cane e infine si puntò l’arma alla tempia e fece fuoco.

Tarda mattinata di lunedì 11 maggio in un appartamento  a Savio di Cervia, Ravenna.

 

Patrizia Schettini, 53 anni. Insegnante di pianoforte, insieme al marito anni addietro aveva adottato due bambini, che ormai s’erano fatti grandi. In famiglia erano normali liti e rappacificazioni, come capita coi figli adolescenti. Il minore, di anni 17, era in casa con lei, più di un mese fa: a un certo punto la Schettini lo rimproverò per un brutto voto, allora il ragazzo la spinse verso il muro stringendola per il collo fino ad ammazzarla, quindi la trascinò fino alle scale e la scaraventò di sotto. Al 118 disse che si era trattato di un incidente e, nel tentativo di sviare le indagini, si fece tatuare sul braccio la scritta: «Nemmeno la morte ci potrà separare, ti amo mamma». Ci vollero le microspie e un mese di ascolto per capire cosa aveva davvero fatto il ragazzo, che solo pochi giorni prima del delitto su Facebook aveva pubblicato il messaggio: «Come è bello stare con mamma».

Giornata di mercoledì 1° aprile, sulle scale d’ingresso di una casa della frazione Donnici, Cosenza.

 

 

AMORI


 

SAMANTHA/1 Il primo tweet di David Cameron, 48 anni, la notte della vittoria delle elezioni: lui attaccato alla guancia della moglie Samantha Guendalina, 44.

 

SAMANTHA/2 Samantha Guendalina era amica di scuola della sorella di Cameron, Claire. Primo incontro a una festa. Poi Claire invitò l’amica in una vacanza di famiglia in Toscana, dove cominciò l’idillio. Si sposarono nel 1996, cinque anni prima che Cameron diventasse deputato. In Toscana tornarono nell’estate 2011, in una villa del ’700 da diecimila euro a settimana. Tre figli: Nancy, 11 anni, Florence 4, Elwen 9. Ivan, il primogenito, è morto a 6 anni nel 2009. Soffriva di una grave forma di epilessia, la sindrome di Ohtahara.

Michele Farina, Corriere della Sera 10/5

 

SAMANTHA/3 Scrive Farina sul Corriere: «Cameron ha vinto (anche) perché piace agli inglesi più di Ed Miliband. Piace lui e piace la coppia. Più tradizionale del duo Ed-Justine (lui intellettuale che non sa azzannare l’hot dog, lei avvocato ambientalista). Samantha è la First Lady sempre due passi indietro: è cresciuta in una tenuta di 120 ettari, figlia di un baronetto, erede di re, ha studiato Belle Arti. Prima del 2010 (la prima vittoria di David) era direttrice creativa di Smythson in Bond Street, famoso indirizzo di cartoleria e oggetti di lusso a Londra. Poi ha lasciato di fatto il lavoro per dedicarsi ai figli, al marito (e al suo guardaroba). “È mia moglie a vestirmi. Mi passa la roba da provare sotto il camerino di Gap”. Be’, qualche bugia bisogna pur dirla, per restare al potere. Più che da Gap viene facile pensarli al Mark’s Club in Charles Street, zona Mayfair».

 

CLIMA Ségolène Royal, ministro dell’Ecologia francese, ha accompagnato l’ex compagno, il presidente François Hollande, in visita in Guadalupa. Al loro arrivo la folla l’ha acclamata come «madame Hollande» e lei, sorridendo, ha detto «no!». Il presidente, invece, ha voluto sottolineare la sua importanza nella preparazione della conferenza di Parigi sul clima. Royal e Hollande si sono incontrati nel 1978 mentre frequentavano la scuola elitaria Ena, che ha aperto loro la carriera politica; hanno fatto quattro figli senza sposarsi; si sono lasciati poche settimane dopo la sconfitta di lei alle presidenziali 2007, e si sono castamente baciati in diretta tv durante la festa alla Bastiglia per la vittoria di lui alle presidenziali 2012; Hollande poco dopo l’ha sostenuta invano per il seggio di deputata alla Rochelle, provocando la rabbia incontenibile e il tweet ostile di Valérie Trierweiler. Uscita di scena quest’ultima, Royal è tornata al governo e ormai in patria la chiamano «la vicepresidente».

Corriere della Sera 12/5

 

COMUNICATO La campionessa di sci Lindsey Vonn tramite comunicato ha fatto sapere di essersi lasciata con Tiger Woods: «Ci lasciamo perché la nostra relazione è strangolata dai troppi impegni, che ci tengono lontani per lunghi periodi». Lui la settimana dopo era riapparso a un torneo in Florida con le occhiaie, sembrando quello che soffre per amore: «Con tutto quello che è successo, non dormo da tre notti». Il Daily Mail sostiene che, in realtà, il campione di golf è stato lasciato dalla Vonn perché l’ha tradita: «Solo una notte di sesso e basta. E siccome qualcuno lo ha visto, ha preferito confessare. Almeno in questo è stato onesto». La scappatella è avvenuta, secondo fonti che si dicono ben informate, a febbraio, dopo il ritiro di Woods dal torneo di San Diego. Scrive il Daily Mail, citando un anonimo amico dello sportivo: «Davvero pensava che Lindsey fosse la nuova donna della sua vita. Ma ha mandato tutto in malora. Proprio non ce la fa a guarire dalla dipendenza dal sesso». Con la Vonn sono anche andati assieme da uno psicologo ed è davanti a lui che è stato confessato il tradimento.

Massimo Lopes Pegna, La Gazzetta dello Sport 14/5

 

SORRY L’agenzia “Sorry it’s over” chiude le relazioni su richiesta. Se uno non ce la fa a lasciare il partner, sborsa qualche dollaro e si toglie d’impaccio. Creata dall’infermiera australiana Kristy Mazins, l’azienda offre vari modi per scaricare un amore. Il più economico è un messaggio o un’email che recita: «Siamo troppo diversi. È colpa mia, non tua. Non c’è più alchimia. Spero che starai bene. Possiamo restare amici». Oppure si può scegliere il tono più aggressivo: «Come osi trattarmi in questo modo? È finita e non potrei essere più felice. Merito di meglio, non troverai nessuno migliore di me». Se la separazione deve essere comunicata via telefono costa 12 dollari, via lettera 13,50, con un mazzo di fiori 77, con un cesto 90 (può contenere una bottiglia di vino, cioccolatini, fazzoletti). Mandare un rappresentante a fare il discorso di addio costa 66 dollari.

dagospia.com 14/5

 

SENO Serena Grandi si è rifatta: «Dopo aver partorito, mica potevo recitare con quel seno: ho tolto una misura. Se vede mia madre, ha 83 anni, resta stupito: ne dimostra venti di meno, è bellissima e da giovane era anche molto più bella di me».

Alessandro Ferrucci, il Fatto Quotidiano 4/5

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