Sciopero generale e cortei in più di 50 città. Cosa succede oggi

Indetto dall’Usb contro il riarmo e il caro vita, coinvolge scuola, sanità e trasporti, nonostante la precettazione di Salvini. Il Viminale teme nuovi disordini e promette di “isolare i violenti”. La Cgil ha indetto uno sciopero generale il 20 novembre

30 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 07:14
Immagine di Sciopero generale e cortei in più di 50 città. Cosa succede oggi

Immagini dello generale indetto da Usb nel maggio scorso, corteo a Milano (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

Chi sciopera e perché
Le parole d’ordine sono due: contro il riarmo e contro il caro vita. In piazza, in più di 50 città, scenderanno insieme lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e gruppi pro Palestina, e lo sciopero generale di oggi – proclamato dall’Usb, l’Unione sindacale di base, un sindacato autonomo – arriverà anche nei porti, con iniziative contro il traffico di armi. Maurizio Landini (Cgil) ha convocato un altra mobilitazione per il 20 novembre, a cui però Cisl e Uil hanno già detto che non aderiranno.
Quali servizi si fermano
Lo sciopero riguarda diversi settori, dalla scuola alla sanità ai trasporti. Il calendario dettagliato delle astensioni, settore per settore, è pubblicato sul sito della Commissione di garanzia per gli scioperi.
La precettazione dei trasporti
Il ministero dei Trasporti ha precettato i lavoratori del settore. “Ho fatto il mio dovere di ministro, ovvero precettare coloro che non hanno diritto di convocare uno sciopero”, ha detto Matteo Salvini, assicurando che Ferrovie dello Stato “garantirà tutti i treni regolari come in una normale giornata”. L’Usb però conferma l’astensione anche nei trasporti, “accollandosi le sanzioni che sono pesantissime, ma nella consapevolezza che queste siano illegittime”. Il rischio di disagi resta quindi concreto, anche se più difficile da prevedere del solito.
Dove sono i cortei
Roma. Sono attese ventimila persone nel centro storico. Sorvegliati speciali il Colosseo, dove sabato scorso alcuni manifestanti erano entrati nell’Anfiteatro, e il Circo Massimo, dove oggi viene inaugurato il Villaggio della Difesa, con stand di blindati, droni e mezzi militari di tutte le forze armate: un possibile bersaglio per i contestatori.
Milano. I cortei saranno due, lontani dal centro storico che è stato teatro dei saccheggi del 17 e 18 ottobre, e punteranno verso nord, in direzione della tangenziale.
Torino. Due cortei al mattino e uno nel pomeriggio.
Bologna. Sono attese migliaia di persone. In molte città si aggiungeranno gli studenti e i collettivi: negli ultimi giorni la mobilitazione è cresciuta negli atenei, da Milano, dove ieri è stata occupata un’aula della Bicocca, a Napoli.
Il piano di sicurezza
Ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito in videocollegamento prefetti, questori e vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. “Gli allarmi ci sono, perché questo modo di attivazione delle piazze è molto insidioso”, ha detto, “ma nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora”. Il Viminale annuncia un dispositivo per “tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”. Sotto osservazione anche i social, per intercettare eventuali azioni a sorpresa come quelle organizzate nelle ultime settimane. È anche il primo grande sciopero dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza, che estende il fermo preventivo ai minorenni.
La polemica sugli allarmi sottovalutati
Sullo sfondo resta la polemica sulle violenze di due settimane fa. Il direttore dell’Antiterrorismo, Lucio Pifferi, assicura che “nessun allarme è stato sottovalutato”, e che le azioni di devastazione e saccheggio del 17 e 18 ottobre non erano “completamente prevenibili”, per le dimensioni e per le modalità con cui sono state messe in atto per la prima volta. Il Pd, con Matteo Mauri e Debora Serracchiani, ha presentato un’interrogazione per sapere se il ministro fosse stato informato delle segnalazioni e quali misure abbia preso. Per Avs, Filiberto Zaratti chiede a Piantedosi di “non tacere”.