Il "Ritorno al futuro" della nuova automobile di Tesla

L'azienda di Musk ha presentato il modello Roadster, l'auto che può volare (poco). Dopo aver visto la presentazione la trilogia di Robert Zameckis con Michael J. Fox e Christopher Lloyd ci è sembrata meno lontana. Resta una domanda: Ne avevamo bisogno?

16 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 15:27
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Foto Tesla via Ansa

Per chi è stato bambino dopo il 1985 la trilogia di "Ritorno al futuro" di Robert Zemeckis è stata, spesso, più di tre film. È stata un suggerimento: il futuro sarà spettacolare. Eppure, quello rappresentato nel secondo film della saga era tutt'altro che spettacolare. Era tetro, problematico, incerto quanto il presente. Però con l'essere umano che occupava il cielo delle città e delle province, perché, va così da sempre, se c'è una cosa che l'essere umano vuole conquistare è il cielo. La gravità ci ha sempre costretto a tenere i piedi sulla terra.
Senza questa ambizione non ci sarebbero stati Icaro, i fratelli Montgolfier, Ferdinand von Zeppelin, i fratelli Wright, gli ingegneri della Nasa, Neil Armstrong. Non ci sarebbe stata nemmeno, almeno in parte, la curiosità che ha portato a essere Leonardo da Vinci l'uomo d'ingegno che è stato e Galileo Galilei l'uomo di scienza che è stato.
Il cielo, la conquista del cielo e poi dello Spazio, è stato uno dei motori della nostra curiosità e ricerca del progresso. La saga di "Ritorno al futuro" è stato un sunto cinematografico, forse troppo hollywoodiano, forse un po' raffazzonato, di tutto questo. Però decisamente efficace se uno scienziato come Kip Thorne, premio Nobel per la Fisica nel 2017 "per il rilevamento delle onde gravitazionali", ha più volte ammesso come la trilogia è stata per lui una spinta a continuare nella ricerca. Non è il solo. Più e più volte Christopher Lloyd, l'attore che ha interpretato Emmett L. "Doc" Brown, ha dichiarato che da oltre quarant'anni centinaia di medici, ricercatori in farmacologia e medicina, fisici, ingegneri spaziali e dei materiali lo hanno fermato per confessargli che è stato proprio il suo personaggio a far nascere in loro la passione per la scienza.
Nel vedere il lancio di presentazione della nuova automobile di Tesla, la Roadster, il futuro di "Ritorno al futuro" ci è sembrato meno distante. Perché la Roadster, grazie a micro-razzi a gas freddo sviluppati con SpaceX, riesce a volare.
Lo ha notato pure Christopher Lloyd:
Certo è dal 2017 che Elon Musk dice che presto avremo automobili volanti. E la Roadster di Tesla non è una macchina volante, ma un'automobile che può in certi casi, in determinate condizioni e per piccoli periodi di tempo, staccarsi dal suolo e superare gli ostacoli "volando". Insomma, qualcosa di più vicino alla Supercar, Kit, di Michael Knight.
Resta una domanda però. Che non è secondaria. Ne avevamo bisogno? Le automobili hanno già invaso le strade occupando gran parte dello spazio di socialità che donne e uomini, bambine e bambini, avrebbero potuto utilizzare. Capiterà questo anche nei nostri cieli?
Una domanda che necessita di una postilla: e se questo accadrà e le strade torneranno a essere luogo per donne e uomini e non per scatole di lamiera, cosa accadrà se le automobili pioveranno dal cielo come grossi chicchi di grandine?
È probabilmente un futuro distante e che forse non vedremo mai. Però sarebbe utile interrogarci subito su questo tema.