Andare piano per guardarsi attorno: la Festa del turismo lento

A Bracciano, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre c'è una tre giorni buona per osservare e studiare, esplorare e scoprire, respirare e abitare, toccare e conoscere. E, ovviamente anche mangiare e bere

8 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:33
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Foto di Nico Marziali

Preferire la tartaruga al leopardo: la tartaruga va a cento all’ora, ma cento metri, il leopardo a sessantacinque all’ora, ma sessantacinque chilometri. Preferire il tempo allo spazio, preferire l’occhio allo schermo, preferire i piedi ai veicoli, preferire le gambe ai motori, preferire l’acqua (ma anche la birra e il vino) alla benzina (ma anche al gasolio e al carbone). Preferire la lentezza alla fretta. Insomma, piano è forte. L’accento è fondamentale. Tutto lì.
La Festa del turismo lento nasce da questa filosofia: chilometro zero, o quasi; chilometri zero all’ora, o quasi. E guardarsi intorno. Per osservare e studiare, esplorare e scoprire, respirare e abitare, toccare e conoscere, anche mangiare e bere, non usare e gettare ma raccogliere e collezionare, non incollare e copiare ma verificare e confrontare. Tutto: innanzitutto la natura, che è geografia, storia, scienza, e poi cultura e arte, e poi spettacolo, e sempre società.
A Bracciano, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre. La Festa del turismo lento è un progetto di Ti con zero/Cammino dei Vulcani condiviso con Gemal APS Gruppo Ecologico Micologico dell’Alto Lazio e realizzato con il contributo e il patrocinio del Comune di Bracciano, ha il patrocinio del Parco regionale naturale di Veio, Parco regionale naturale Marturanum, Consorzio del Lago di Bracciano e Università Agraria di Bracciano, e gode della preziosa collaborazione del Museo civico di Bracciano.
Se la prima edizione, nel 2025, era sperimentale e anche un po’ provocatoria, per vedere di nascosto – come cantava Enzo Jannacci in “Vengo anch’io” – l’effetto che fa, la seconda edizione è sì festa ma soprattutto festival, censimento e adunata, comunità e collaborazioni, senso di appartenenza e forze del territorio. Per esempio, la partecipazione di cinque musei scientifici della Regione Lazio (naturalistico di Barbarano Romano, archeologico naturalistico di Allumiere, dell’energia di Ripi, del Fiume di Nazzano e del fiore di Acquapendente), e ancora la Fondazione Bio Parco di Roma, il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata di Roma Tre, la Riserva naturale di Torre Flavia, tutti con materiali didattici, reperti, giochi ed esperimenti. Per esempio, con le esposizioni e le lezioni sui funghi e sulle erbe spontanee a cura del Gemal. Per esempio, con le escursioni, di giorno e di notte, nei boschi di Bracciano con il Wwf o nella Riserva naturale di Monterano con Guido Prola, a Cerveteri nel territorio degli Etruschi con Giuseppe Trogu o ad Anguillara nella villa romana dell’Acqua Claudia con Paolo Lorizzo o a Tolfa fra abbazie e templi con Archeonatura. Per esempio, con una visita guidata e accompagnata nel borgo medievale di Bracciano, dove magicamente appariranno tre danzatrici (Anna Paola Bacalov, Eva Paciulli e Aurora Pica) o con una visita guidata nel Palazzo Ruspoli di Cerveteri dove c’è una straordinaria collezione ornitologica.
La Festa del turismo lento comincia ufficialmente venerdì alle 18.30 nell’Archivio storico di Bracciano con un’intervista pubblica ad Alfredo Di Giovampaolo, che su Rainews24 conduce il suo programma “Sulla strada”, con una proiezione di fotografie di Socrate Pontanari, memoria storica di Bracciano, e con le Bossa Lounge Sessions di Francesco Gazzara (organo e piano elettrico), Massimo Sanna (basso) e Mauro “Mirtao” Mirti (batteria e percussioni). L’ingresso (come dovunque alla Festa) è libero. Ma questa seconda edizione lenta è però cominciata velocemente, addirittura prima del previsto, con gli incontri con gli studenti e la grande fotografia pittorica di Nico Marziali esposta nella piazza IV Novembre, davanti al municipio di Bracciano. Sì: piano è forte.