Ustica, il procuratore chiede di non archiviare l’inchiesta sulla strage: "Si apre un nuovo filone"

I documenti messi a disposizione da Parigi coprono un lungo periodo, fino a primi anni Novanta, e tra questi ci sarebbero anche quelli del ministero della Difesa francese e file informatici. Il procuratore di Roma al gip Livio Sabatini: "Si riaccende la cooperazione che c'era stata negli anni passati"


30 SET 26
Ultimo aggiornamento: 10:21
Immagine di Ustica, il procuratore chiede di non archiviare l’inchiesta sulla strage: "Si apre un nuovo filone"

Foto ANSA

L'apertura da parte dell'autorità francesi di collaborazione "apre un nuovo filone e nuove prospettive" all'indagine sulla strage di Ustica. Lo ha detto il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, chiedendo al gip la revoca della richiesta di archiviazione alla luce della disponibilità arrivata dalle autorità francesi a trasferire all'Italia tutta la documentazione relativa alla strage avvenuta la sera del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone. ''È arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c'era stata negli anni passati", ha detto Lo Voi nell'udienza in programma questa mattina davanti al gip Livio Sabatini. "Questo rappresenta per la procura una forma di riattivazione che apre un filone con nuove prospettive. Tutto questo ci porta a ritirare la richiesta di archiviazione''. La quale riguardava due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm di piazzale Clodio, entrambi contro ignoti.
I documenti messi a disposizione coprono un lungo periodo, fino a primi anni Novanta, e tra questi ci sarebbero anche quelli del ministero della Difesa francese e file informatici. Nella nota dell'ambasciata francese inviata al ministero degli Esteri e trasmessa tramite la presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e a sua volta alla procura di Roma, si dà inoltre atto della disponibilità ad assecondare ulteriori richieste qualora arrivassero. 
La decisione di oggi arriva dopo decenni di richieste rimaste senza riscontro e rogatorie inevase fin dagli anni Novanta. L'ufficio inquirente di piazzale Clodio produrrà oggi una corposa documentazione che abbraccia un arco temporale compreso tra il 1981 e il 1994, attingendo anche a vecchie istanze di cooperazione giudiziaria internazionale. Tra i materiali che verranno forniti ai pm romani figurano i tracciati dei radar operativi durante le ore in cui avvenne la tragedia, le rotte delle portaerei Clemenceau e Foch, i piani di volo dei velivoli militari diretti in territorio libico e la controversa traccia denominata LL004, intercettata all'epoca dalla postazione di Poggio Ballone in prossimità dello scalo militare sardo di Solenzara.