Il doppio registro “inquietante” di Ranucci

Dopo l’arresto degli autori materiali dell'attentato, il conduttore di Report aveva parlato di "spessore criminale della banda", ma, conversando con Lavitola il 4 luglio, li ha definiti “scalzacani”. Arriva pure l’analisi di Saviano

19 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 16:32
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Foto LaPresse

Non si dirà che se ne sentisse la mancanza, tantomeno come aiuto alla corretta interpretazione dei fatti, ma la cosa era nell’aria e in qualche modo inevitabile. È arrivato Roberto Saviano, con un lungo video-documentario site specific per il suo canale YouTube. Lo aveva presentato così: “Ho letto per intero le trecento pagine dell’inchiesta sulla bomba a casa di Sigfrido Ranucci… Una ricostruzione attraverso gli atti dell’inchiesta, per capire cosa è successo”. E alla fine del video Saviano trova – potevamo dubitarne? – il famoso eterno secondo livello: “Attenzione, quello che avete ascoltato finora è solo il piano terra di questa storia, perché questi cinque sono solo la manovalanza. Sopra di loro c’è chi li ha ingaggiati, pagati e istruiti”.
Il solito copione, ma se c’è una cosa curiosa, o “inquietante”, è che questa narrativa del doppio fondo, dei “piani alti”, è la stessa su cui pattina dal giorno dell’attentato anche Ranucci, con un “doppio registro” che ha incuriosito anche gli inquirenti. Le sue prime dichiarazioni ufficiali dopo l’arresto degli autori materiali erano frasi da eroe contro le trame oscure: “Mi inquieta lo spessore criminale della banda, volevano fare la storia”. Ma soltanto quattro giorni dopo l’arresto, la notte del 4 luglio, Ranucci parla al telefono con Valter Lavitola – era stato appena perquisito in quanto mandante dell’attentato – e definisce invece gli attentatori “quegli scalzacani”. Lavitola e Ranucci, mandante e vittima, parlavano, prudenti, attraverso una app non intercettabile; ma la loro conversazione viene registrata per caso da una microspia ambientale nell’auto di Lavitola. Oltre il “piano alto” immaginato da Saviano, c’è insomma un più banale e inquietante doppio registro. Il registro privato, quando per Ranucci con Lavitola gli attentatori sono “scalzacani”, e un registro pubblico completamente opposto, “mi inquieta lo spessore criminale”. Una messinscena, in cui si può pensare che ognuno, più o meno consapevole di tutta la sceneggiatura, recitasse la sua parte. Forse ce lo spiegherà Saviano, nella prossima puntata.