Il fuoco non molla il Morrone. Gli incendi in Abruzzo visti dalle termocamere

Nell'Aquilano e nella Valle Peligna il rogo va avanti da nove giorni. In campo l'Esercito, sei mezzi aerei, tre Canadair in arrivo

18 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 13:04
Il caldo e il vento continuano ad alimentare gli incendi che da giorni assediano l'Abruzzo. Il fronte più critico resta quello del monte Morrone, dove alle squadre già impegnate si è aggiunto il Genio militare dell'Esercito, con mezzi speciali per aprire varchi nelle zone più impervie e realizzare fasce tagliafuoco.
Il rogo è divampato il 9 agosto e da allora si è esteso da Roccacasale verso Corfinio e Popoli Terme, spinto dalle alte temperature. Il 12 agosto le fiamme erano tornate a interessare l'area tra il casolare Santacroce e il Beato Mariano, minacciando bosco e faggeta: la gravità della situazione aveva portato le autorità a chiedere l'intervento del IX Reggimento Alpini. Il 16 agosto una densa colonna di fumo nero ha dominato la Valle Peligna, mentre due mezzi aerei statali sono rimasti a terra per avarie tecniche, costringendo a fare affidamento sulla sola flotta regionale. Lo stesso giorno l'Anas ha disposto la chiusura di un tratto della statale 17 dell'Appennino Abruzzese a Corfinio e di un tratto della Tiburtina Valeria.
Ieri, al centro operativo comunale di Popoli Terme, si è tenuto un vertice presieduto dal presidente della Regione Marco Marsilio, con il presidente del Parco nazionale della Maiella Lucio Zazzara e i vertici di Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri ed Esercito: sul tavolo la conformazione impervia della montagna e i forti venti che interessano la Gola di Tremonti, oltre alla siccità che non dà tregua. 
Continua il lavoro dei mezzi aerei: quattro Canadair, un Erickson e due elicotteri regionali, a cui si aggiungeranno altri tre Canadair per rafforzare gli interventi. Focolai minori restano attivi anche a Rocca di Cambio e a Bisegna, nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.