Cronaca
editoriali •
L'Antitrust impone sanzioni ai bike sharing a Roma
Per l'Autorità, gli operatori Lime, Dott e Bird avrebbero deliberatamente cercato di eludere uno degli obblighi previsti dal contratto con Roma Capitale: la concessione di corse gratuite per gli abbonati al trasporto pubblico

Foto ANSA
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato i tre operatori del noleggio di monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita a Roma Capitale. Secondo l’Antitrust, Lime, Dott e Bird avrebbero messo in atto pratiche commerciali scorrette finalizzate a eludere o ritardare uno degli obblighi previsti dal contratto di servizio con Roma Capitale, cioè la concessione di pacchetti di corse gratuite agli abbonati annuali al trasporto pubblico. La sanzione, del valore complessivo di 2,675 milioni di euro, è elevata: 1,4 milioni a Lime (contro ricavi di 37 milioni), 525 mila euro a Dott (su 14 milioni di ricavi) e 750 mila euro a Bird (a fronte di 7,4 milioni di ricavi). Tutte e tre le società avrebbero creato dei colli di bottiglia nell’analisi della documentazione dei richiedenti e nel rilascio delle corse gratuite con l’obiettivo di rinviarne o limitarne la fruizione. In aggiunta, a Bird viene anche contestato di avere arbitrariamente disattivato alcuni account senza fornire spiegazioni né avvisi.
A leggere il testo dei provvedimenti, le condotte contestate appaiono effettivamente gravi in quanto proprio la concessione di corse gratuite agli abbonati al Tpl è uno degli elementi del contratto di servizio sulla base del quale gli operatori sono autorizzati a operare nel territorio della Capitale. Questi si sono difesi lamentando un volume di richieste ben superiore alle attese. Non è un argomento peregrino ma, come nota l’Autorità, esse non hanno posto in atto alcun tentativo serio di risolvere il problema. Ciò che stupisce, semmai, è che il caso sia stato aperto sulla base delle segnalazioni degli utenti, mentre l’amministrazione capitolina non sembra avere giocato un ruolo particolarmente incisivo. La tutela dei consumatori spetta all’Antitrust ma il rispetto dei contratti dovrebbe essere imposto anche dalle amministrazioni appaltanti. Resta da vedere se il provvedimento reggerà agli inevitabili ricorsi, durante i quali gli operatori avranno l’opportunità di chiarire il loro punto di vista.