Il nuovo delle City. Un evento fogliante Smart (cioè intelligente)

Il Foglio a Milano per ragionare sul futuro delle città, dei trasporti che le attraversano e dei confini umani. Filo conduttore degli interventi: la transizione verso l'intelligenza artificiale

16 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:24
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Usare l’aggettivo “smart” all’italiana, cioè per dire tutto compreso il gelato che un tempo si chiamava “mottarello”, quando in inglese per indicare qualcosa che sia intelligente, sostanziato di idee e concetti e funzionale a uno scopo si usa “intelligent”, smart invece sta per furbo, sveglio, qualcosa che sa di scorciatoia, è un bello svarione concettuale e non solo lessicale. Soprattutto se dici “smart city” e in realtà pensi a una città acchiappaturisti, o tutta mordi e fuggi, e non una città “intelligente”, che pensa in profondità e in prospettiva al suo futuro, ai suoi trasporti e ai suoi confini umani. Altro che smart, parliamo di città “intelligent”. Non male come provocazione, a un evento che alle “Smart City” è dedicato – l’evento del Foglio, nella sala delle Colonne di Banco Bpm a Milano, “Cosa c’è di nuovo in città? Le Smart City come laboratorio del futuro”. La riflessione, intelligente, l’ha proposta uno degli ospiti all’evento, lo scrittore Gianni Biondillo, milanese che la sua città la sa raccontare senza “pattinare in superficie”. Insomma, per parlare di ciò che c’è di nuovo nelle città, il futuro, la trasformazione del vivere collettivo occorre anche una buona dose di quel che chiamiamo “pensiero laterale”, un modo creativo e non a schemi obbligati di guardare ai fatti e ai problemi. Fortunatamente per noi, e crediamo anche per Biondillo, oggi all’evento fogliante di pensiero laterale, e approfondito – niente pattinaggio sulle parole – ce n’era moltissimo. E anche sfaccettato.
Siamo nel pieno della transizione all’Intelligenza artificiale (come qualche tempo fa eravamo in quella della transizione green, e lì di pattinaggio di superficie se n’è fatto parecchio), e l’Ai è stato il leitmotiv di molti interventi. Nell’ambito della conoscenza e dei saperi – c’erano i rettori Francesco Billari di Bocconi, Donatella Sciuto del Politecnico di Milano, Marina Brambilla della Statale, Anna Maria Fellegara prorettrice della Cattolica, Valentina Garavaglia di Iulm, Giuliana Mattiazzo vice rettrice del Politecnico di Torino, Giovanni Cannata dell’Università Mercatorum: presenteremo i loro interventi nei prossimi giorni sul Foglio – la conoscenza come chiave della trasformazione ma anche dell’integrazione sociale e della attrattività per giovani “cervelli” troppo stesso costretti non solo alla fuga, ma a ritornare verso i più attrezzati paesi di provenienza. Ma anche Ai come motore indispensabile dello sviluppo economico – ne ha parlato Alvise Biffi, presidente di una Assolombarda sempre più impegnata a favorire la crescita di un ecosistema basato sulle Ai per le aziende (“ma serve un quadro burocratico e normativo semplificato ed efficiente”). Ne ha parlato Massimo Sertori, assessore di Regione Lombardia alle risorse Energetiche, promotore della prima legge in Italia per la regolazione dei data center, i “motori” senza i quali l’Ai non esiste. E ne ha parlato Paolo Citelli, che in uno studio di progettazione fortemente innovativo come Lombardini 22 si occupa di design integrato e progettazione urbana basata sui nuovi sistemi di raccolta ed elaborazione dati. Ma ci si è posti anche domande sul “sentiment” concreto (“il ‘per chi’ stiamo investendo”, si è chiesta Alessandra Ghisleri analizzando i dati sociali sulle città) di chi vive quotidianamente le nostre città (o anche i nostri “smart territories” reali o futuri, perché “l’Italia è un paese urbano, non un paese di sole aree metropolitane”, come ha ricordato Cannata) e dei passi da fare per “poter dire, tra dieci anni, che una città come Milano è diventata davvero smart”, come ha detto nel suo intervento Emmanuel Conte, assessore al Bilancio del comune di Milano. Risposta: “Saremo smart se faremo in modo che Milano resti la città in cui si può vivere bene a prescindere dal proprio reddito: sviluppo e inclusione, produttività e vivibilità”. Insomma dalla grandi sfide sistemiche alla concretezza delle scelte di ogni giorno. Sono stati molti gli interventi della mattina fogliante, impossibile darne conto qui, ma li potete rivedere integralmente sul nostro sito e verranno in parte sintetizzati nei prossimi giorni. “Smart” può essere una parola tutt’altro che banale o generica, ma anzi può raccogliere sotto il titolo di una mattina di idee moltissimi approfondimenti, indizioni per il futuro, scoperte di eccellenze già in atto. C’è molto di nuovo, in città.