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La condanna dell'Ucei: "Sgomento per il ragazzo fermato. Vicini alle vittime dell'aggressione del 25 aprile"
"Denunciamo il clima di violenza e intolleranza che negli ultimi mesi ha preso il posto del dialogo civile. Contrastiamo con determinazione chi intenda mettere in pericolo la sicurezza degli ebrei in Italia", dice l'Unione delle comunità ebraiche Italiane dopo il fermo del 21enne Eithan Bondi
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29 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:02 AM

Foto ANSA
"L'Unione delle comunità ebraiche italiane esprime la più netta condanna di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga. Il fermo di un ragazzo della comunità ebraica di Roma per l'episodio avvenuto nella Capitale il 25 aprile lascia attoniti e sgomenti". Così in una nota l'Unione delle comunità ebraiche italiane dopo la notizia del fermo del 21enne Eithan Bondi, accusato di aver sparato con una pistola da softair a due appartenenti all'Anpi nel giorno della festa della Liberazione. Allo stato le contestazioni al giovane – perquisito stanotte nella sua abitazione di Monteverde – sono quelle di tentato omicidio e detenzione di armi. Come scriviamo qui, nel corso dell'atto istruttorio delegato alla Digos dal procuratore Francesco Lo Voi, il ragazzo, avrebbe affermato di far parte della "Brigata Ebraica". Una frase ripresa da tutti gli organi di stampa ma smentita dallo stesso museo della Brigata Ebraica, che raccoglie le testimonianze e la memoria della brigata che combatté in Italia prima di sciogliersi nel 1946.
"Ribadiamo la nostra vicinanza alle vittime dell'aggressione avvenuta a Roma e di tutti coloro che lo scorso 25 aprile in varie città d'Italia hanno subito violenze, ingiurie, minacce. L'Ucei – si legge nella nota – denuncia l'accostamento del nome del presunto responsabile alla Brigata Ebraica. Torniamo a denunciare con forza il clima di violenza e intolleranza che negli ultimi mesi ha preso il posto del dialogo civile e della libertà di espressione". L'Ucei, prosegue ancora il comunicato, "seguirà gli sviluppi dell'indagine confermando la massima fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell'ordine, contrastando con determinazione e in ogni sede chi intenda mettere in pericolo la sicurezza degli ebrei in Italia".
Analoga condanna è arrivata da Victor Fadlun, presidente della comunità ebraica di Roma. "Il fermo di un ragazzo iscritto alla Comunità ebraica di Roma per i fatti del 25 aprile ci riempie di sgomento e indignazione. La Comunità ebraica di Roma condanna e si dissocia senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano", ha dichiarato Fadlun. "Esprimiamo fiducia nel lavoro della procura e delle forze dell'ordine affinché sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti e su ogni responsabilità. In una fase così tesa, rivolgiamo un appello alle forze politiche e alla società civile a evitare ogni strumentalizzazione che possa alimentare l'odio e generare nuova violenza", ha precisato.
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