Trentanove giorni in meno. Alemanno uscirà da Rebibbia il 24 giugno

Il tribunale di Sorveglianza riduce la pena per via delle "condizioni degradanti" del penitenziario romano. Si va verso un finale anticipato della lunga vicenda giudiziaria dell'ex sindaco della Capitale

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24 APR 26
Ultimo aggiornamento: 08:57 AM
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Gianni Alemanno, segretario nazionale di Movimento indipendenza, chiude a Orvieto (TR) il suo forum iniziato venerdì, 28 luglio 2024 ANSA / Gianluigi Basilietti

Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto l'istanza presentata dalla difesa di Gianni Alemanno e ha ridotto di 39 giorni la pena che l'ex sindaco della Capitale sta scontando nel carcere di Rebibbia. La motivazione: condizioni di detenzione "umane e degradanti". La scarcerazione è fissata al 24 giugno prossimo.
La storia giudiziaria di Alemanno – già ministro dell'Agricoltura nei governi Berlusconi, sindaco di Roma dal 2008 al 2013, dirigente di lungo corso del Msi prima e di An poi – parte da lontano. Il suo nome compare nell'inchiesta "Mondo di mezzo" – quella che ha portato alla ribalta Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, con l'accusa di aver sfruttato la propria influenza per ottenere un trattamento di favore nei pagamenti alle cooperative di Buzzi da parte di Eur Spa. Le accuse originarie erano ben più pesanti: associazione mafiosa e finanziamento illecito. Nel luglio 2021 la Cassazione lo aveva prosciolto dalla corruzione, ma aveva disposto un nuovo processo d'appello per riqualificare il reato in traffico di influenze illecite. Nel febbraio 2022 il procuratore generale aveva chiesto due anni e mezzo. La Corte d'appello di Roma si è fermata a un anno e dieci mesi. La condanna è diventata definitiva dopo che la Cassazione ha respinto il tentativo della difesa di ottenere la revoca della sentenza facendo leva sull'abrogazione dell'abuso d'ufficio: i giudici hanno ritenuto che la condotta restasse punibile come traffico di influenze, con riferimento non all'abuso d'ufficio ormai abolito ma al reato di indebita destinazione di denaro o cose mobili.
Nel frattempo, la pena aveva già preso strade tortuose. Nel novembre 2023 il tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso di scontarla in affidamento ai servizi sociali, presso la struttura "So.Spe." di Suor Paola D'Auria, con obbligo di rientrare a casa entro le 21 e divieto di frequentare pregiudicati. L'arresto del 31 dicembre 2024, al sera di Capodanno, è arrivato proprio per la violazione di quelle prescrizioni: le irregolarità emerse durante l'esecuzione della misura alternativa hanno portato alla revoca del beneficio e al ritorno in carcere. In particolare Gianni Alemanno si era sottratto al programma stabilito sostenendo di avere impegni che invece si erano rivelati falsi.