Perché ci stupiamo per una rapina in una banca a Napoli

Alcuni malviventi hanno fatto irruzione in una filiale nel quartiere Arenella tenendo in ostaggio 25 persone. Scene ormai rarissime. Quando i carabinieri del Gis hanno fatto irruzione però i ladri erano già spariti grazie a un foro che metteva in comunicazione l'istituto di credito alle fogne

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17 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:20 AM
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Ostaggi liberati dalle forze dell'ordine durante la rapina nella banca Credit Agricolè in Piazzale Medaglie D’oro a Napoli(foto da frame video Gattordo via LaPresse)

C’era un tempo nel quale la rapina in banca rendeva. Tanti soldi, sistemi di sicurezza non troppo sofisticati, impiegati non troppo volenterosi di fare gli eroi, un certo charme da Robin Hood, l’idea, autoassolutoria, di star rubando ai ricchi. Fior fior di banditi c’hanno fatto una carriera letteraria assaltando banche, utilizzando le maniere gentili. Sempre che si possa davvero essere gentili con una pistola, un fucile, un mitra in mano. Fatto sta che il ladro gentiluomo è diventato un filone narrativo capace di unire America ed Europa ben più della Nato o di un trattato, solo il rock è riuscito a fare meglio.
Ora la rapina in banca non rende più. Tra pagamenti digitali, sistemi di sicurezza all’ingresso, sistemi di sicurezza interni, casse temporizzate, caveau che quasi non ci sono più, cassette di sicurezza a tripla tenuta eccetera, non vale più la pena assaltare un istituto di credito. Anche perché la storia del bandito gentiluomo è un po’ scemata, in banca ci va sempre meno gente, alcune non hanno nemmeno più lo sportello, la quasi totalità si sono evolute in centro di consigli per gli investimenti.
Nel 2024 (ultimi dati disponibili forniti da Abi) ci sono state in Italia 51 rapine, o meglio tentativi di rapina, in banca. Nel 2023, 80. Praticamente circa quante ne venivano tentate in due mesi a Milano negli anni Settanta. Chi sbandiera il dramma della (in)sicurezza nelle nostre città dovrebbe stare più attento ai numeri.
Per questo quando leggiamo di una rapina in banca la nostra reazione è ormai di sorpresa. E ci domandiamo: davvero qualcuno rapina ancora le banche? Per farlo, e pensare di farla franca, ci vuole una batteria di esperti informatici, logistici, mesi di appostamenti, studi, pianificazione.
Ieri a Napoli c’è stata una rapina in una banca. In Piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Arenella, alcuni malviventi travestiti da attori hollywoodiani hanno fatto irruzione in una filiale Crédit Agricole e si sono barricati dentro con 25 ostaggi tra clienti e personale.
Immediato è stato l’intervento dei carabinieri. I militari hanno messo in sicurezza l'area. Dopo qualche ora di trattative con i rapinatori, sono riusciti a far uscire qualche ostaggio. Trattative che si prolungano, fino alla decisione di intervenire: i carabinieri, in collaborazione con i vigili del fuoco, forzano con un ariete la vetrata di ingresso per aprire un varco all'interno della banca, tutti gli ostaggi riescono a uscire. Dopo qualche ora arriva la decisione di dare il via all’irruzione delle teste di cuoio del Gis. All'interno però non c'è più nessuno. La banda ha svuotato le cassette di sicurezza e si è dileguata grazie a un foro fatto la notte precedente, almeno questa è l’ipotesi, che avrebbe collegato l’interno della banca alla rete fognaria.
Pensare roba da film è più che mai azzeccato. A certe cose, per fortuna, non ci siamo più abituati.
Ora gli inquirenti stanno provando a capire chi ha fatto il colpo, stanno cercando prove all’interno dell’istituto di credito, analizzando filmati interni e delle zone esterne. Quel che è certo è che si tratta di un colpo progettato a lungo. Qualche mese fa, nei giorni della rapina al Louvre (era il 19 ottobre 2025), chiesero a Jacques Cassandri, uno dei rapinatori più prolifici tra gli anni Novanta e i primi Duemila, come fosse stato possibile entrare al Louvre. Rispose: “Ormai se vuoi rubare è molto più semplice entrare in un museo che in una banca”. Gli chiesero spiegazioni. Le diede: “Entrare in una banca non è impossibile, ma ci vogliono almeno sei sette mesi di lavoro. Il problema è che da una banca ci ricavi ben poco rispetto al rischio che corri e al lavoro che devi fare. E soprattutto agli esperti di sistemi di sicurezza che devi pagare, e si fanno pagare assai bene. Non ne vale più la pena. Per questo continuano gli assalti ai porta valori ma sono diminuite enormemente le rapine in banca. Anche i ladri ormai sono abili manager capaci di valutare rischi e benefici”.