Tutti i perché delle coltellate a una professoressa

(foto Ansa)
Breve contestualizzazione. Lo scorso anno in Italia le aggressioni al personale scolastico sono state oltre trenta. Da inizio 2024 sono già 27. Nel 2023 uno studio della polizia penitenziaria minorile in collaborazione con l’Università Cattolica e il Dipartimento di giustizia minorile del ministero ha rilevato che il 94 per cento dei minori “in osservazione da parte degli Ussm (Uffici di servizio sociale per minorenni)” è colpevole di risse, il 77 per cento di furti e rapine, il 64 di bullismo. Il 67 per cento dei ragazzi compie atti vandalici, il 62 spaccia. Il numero delle violenze sessuali di e su minorenni segue di pari ritmo. Quello che colpisce gli inquirenti è spesso l’uso di “una violenza feroce, gratuita, senza senso”. Lo stupore perché non si rileva “alcun pentimento verso la vittima” e nemmeno la consapevolezza della gravità delle proprie azioni – i ragazzi che tesero una fune d’acciaio ad altezza d’uomo su una strada di Milano hanno insistito nella giustificazione che “era un gioco” suscitato dalla noia. Ma c’è qualcosa di più tragico, profondo, che a volte si riversa come sfogo e violenza sugli insegnanti, che sono spesso l’unica figura adulta a portata di arma. Qualche mese fa in una drammatica inchiesta di Repubblica sull’autolesionismo adolescenziale il responsabile di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù di Roma parlava di “una vera e propria emergenza psichiatrica”, con 387 casi in un anno di tentati suicidi. Il Covid, sappiamo, ha ingigantito tutto e sui presìdi non si fa abbastanza.
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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"