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CONTRO MASTRO CILIEGIA

La moralità di Plantu e l’oscenità di Vauro. In due disegni

Maurizio Crippa

Il confronto di due vignette sui temi di oggi: c'è vignettista e vignettista

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Disegnare vignette significa saper cogliere in un istante, in un’immagine, l’ironia o l’indignazione del mondo, dare voce all’allegria o a un dolore profondo. Serve una matita baciata dal talento, e una predisposizione morale. Plantu, il grande vignettista francese, una vita al Monde, queste qualità le possiede. Ha disegnato un mostro assassino di Hamas che punta la pistola alla tempia di due bambini: uno è israeliano, l’altro palestinese. Vittime del mostro. Del resto Plantu ha fondato Cartooning for peace, un’associazione per difendere i vignettisti minacciati, e si schierò con Charlie Hebdo. Poi c’è Vauro, mestatore malvissuto e peggio invecchiato, più osceno dei suoi stessi scarabocchi antisemiti. Vauro, quello del naso di Zelensky disegnato come sarebbe piaciuto a Goebbels. Ha disegnato questo. C’è uno stronzo di spalle – forse per la vergogna, forse è l’autoritratto della sua parte politica –  che butta a terra le  bandiere dell’Ucraina e di Israele. Buttare a terra le bandiere delle vittime è una cosa così vergognosa che persino uno come Vauro dovrebbe capirlo. I suoi (ex) amici di Charlie Hebdo, che sanno cosa sia il nazismo islamico e che oggi lo manderebbero affanculo, hanno disegnato invece un mullah di Gaza che non ha più acqua: non può lavarsi le mani insanguinate. C’è vignettista e vignettista. E soprattutto c’è la moralità, chi ce l’ha.

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