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CONTRO MASTRO CILIEGIA

Viganò e Nostradamus

Maurizio Crippa

Lo sciamano di Capitol Hill e la sciamannata di San Diego che pensava di giocare ai Blues Brothers. Oggi illudersi di essere in missione per conto di Dio porta solo sfiga. Tipo il vescovo amico di Steve Bannon che incitava "i figli della luce" a insorgere in nome di Trump. E' finita peggio che con Nostradamus (toccare amuleti, please)

    Se quello là con le corna fosse stato un vero sciamano nativo (insomma uno stregone pellerossa, come era lecito dire ai tempi di John Wayne) avrebbe potuto predire alla sciamannata di San Diego: “Oggi è un buon giorno per morire”. Invece quella è arrivata apposta da San Diego ed è andata alla carica di una porta a vetri barricata con le sedie, come in una memorabile scena dei Blues Brothers (cfr. il video, molto realista). Ma la sciamannata non era una sciamana, e non era in missione per conto di Dio. Non è più la Chicago del 1980, oggi quelli che fanno caciara e pronostici nel nome di Dio, o anche nel nome delle Tenebre, portano semplicemente sfiga. Meglio stare alla larga. Ad esempio, è l’inizio dell’anno e come sempre qualcuno si incarica di aggiornare l’interpretazione delle quartine di Nostradamus, in ogni caso più lineari di un dcpm del Bar Conte. Per il 2021, si prevede che andrà male: oltre al virus ci sarà una carestia. Vade retro, menagramo. Che tanto in America hanno anche di peggio, ovvero mons. Viganò, il menagramo emerito. Il giorno di Capodanno don Nostradamus ha rilasciato un’intervista a Steve Bannon (toccare un amuleto a piacere) in cui ha predetto: “Se gli Stati Uniti perdono questa occasione, adesso,  saranno cancellati dalla Storia”. Ovviamente l’occasione da non perdere, per i “figli della luce” contro i figli del deep state e di Papa Bergoglio, era dare l’assalto a Capitol Hill. Ovviamente è andata molto male (evvai). E comunque sia, quello là con le corna porta meno sfiga di Viganò.

    • Maurizio Crippa
    • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

      E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"