Contro Mastro Ciliegia

Tania Cagnotto e i commenti di cert* stronz*

Maurizio Crippa

Forse le cose stanno semplicemente così: una atleta aveva programmato una gravidanza per dopo Tokyo 2020, e non aveva voglia di rimandare di un anno

La notizia che Tania Cagnotto non andrà alle Olimpiadi di Tokyo 2021 perché preferisce “allargare la famiglia” è di tre giorni fa e non sembrava una gran notizia: vita sua, scelta sua, tanta felicità. Però poi è esplosa in uno sbalordito orrore, leggendo i commenti. Lettori e persino qualche addett* ai livori che ruttavano: “Il servizio del tg sulla Cagnotto trasuda un maschilismo incredibile, atleta olimpica di livelli altissimi ma la sua vera vita inizia adesso perché diventa mamma”. Un maschio autocolpevolizzante commenta il titolo denotativo “Tania Cagnotto di nuovo incinta, niente Tokyo per la tuffatrice. Carriera finita” come una vergogna.

  

Lia Celi, che per mestiere dovrebbe conoscere comunicazione e umorismo, twitta: “L’enfasi sulla ‘scelta della famiglia’ mi fa vomitare. Come se per una donna competere, gareggiare, avere ambizioni personali, fosse contro natura. Nel 2020”. A parte che l’enfasi nel caso è di Cagnotto, “questa volta ho scelto la vita, la famiglia e poco dopo il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me”, forse le cose stanno semplicemente così: una atleta aveva programmato una gravidanza per dopo Tokyo 2020, e non aveva voglia di rimandare di un anno. Più libera e determinata di così. Ma forse Lia Celi ignora che allenarsi nei tuffi mentre sei incinta, non si può fare. Anche ad aver voglia di competere. E c’è un’altra cosa che non si può fare: anche se sei donna, anche se solo dici avrò un figlio e per un po’ mi ci dedico, c’è un sacco di stronz* che la prendono come un insulto (maschilista) alla propria identità di genere. Ora lo sa anche Tania.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"