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Chiudete le piazze!

Ci sentiamo più insicuri, noi italiani, al pensiero che ci siano in giro tutti quegli stranieri

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

15 Agosto 2019 alle 06:17

Chiudete le piazze!

Piazza San Carlo a Torino (foto LaPresse)

Il giorno di Ferragosto è bello anche perché, per tradizione di uno stato in fondo buono, in fondo mamma (anche adesso che c’è quello che parla sempre “da papà”) c’era il ministro dell’Interno (che inopinatamente, ma non per colpa nostra, è poi sempre quello lì: il papà) che invece di andare a farsi la grigliata e il cocomero faceva una bella conferenza al Viminale. E spiegava agli italiani i dati della sicurezza e del crimine. E soprattutto li rassicurava, tutto va bene. O così andava, nei tempi morbidi dell’Italia morbidona. Chissà che potrebbe dire, Matteo Salvini, il giorno dopo che il Tar gli ha smollato il decreto bis sicurezza e aperto i porti.

 

Eh, ci sentiamo più insicuri, noi italiani, al pensiero che ci siano in giro tutti quegli stranieri. Poi però, capita che a Torino (luogo appendinico) in piazza San Carlo, luogo simbolo e già martire della sicurezza populista, dei tedeschi hanno fatto un sequestro lampo come ritorsione per una truffa subita e nel tentativo di recuperare il denaro che era stato sottratto: con un furgone hanno rapito una donna serbo-australiana. E’ andata bene che la polizia li ha intercettati. Però: tedeschi, serbo-australiana. Così come quegli altri due, in una piazza di Trastevere, erano americani. Di sbarcati dai barconi, niente. E sempre questioni di cavalli di ritorno, poi. E viene il dubbio che più che i porti, sarebbe ora che il ministro di Sicurezza si occupasse di chiudere le piazze italiane. O no?

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    16 Agosto 2019 - 22:10

    Gli aneddoti non sono dati. Il dato è che il tasso di criminosità degli immigrati e il rapporto tra popolazione carceraria e popolazione residente va da tre a sei volte quello degli italiani. Poi, certo, uno può pensare che il fatto che gli stuprino la figlia sia un piccolo prezzo da pagare nel cammino dell'integrazione. Eh? Come, scusi? Intendeva... la figlia di qualcun altro? Lei di figlie non ne.ha? Aaah, ora si spiega!

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  • Chichibio

    16 Agosto 2019 - 19:07

    In lingua italiana "naufrago" è chi si trova, suo malgrado, coinvolto nel naufragio di una nave. Quando le parole perdono il loro significato, si comincia a perdere la propria libertà.

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  • Carlo A. Rossi

    15 Agosto 2019 - 12:12

    Altro argomento capziosissimo: Crippa riferisce di due casi (riscrivo in cifre per miglior comprensione anche da parte di Crippa: 2) effettivamente estremi e che non hanno a che fare con i "migranti" o "naufraghi". Giustissimo. A me invece viene in mente, per dirne una, il piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano, che sembra un Suk, tanto che uno pensa di essere in Africa, non a Milano. Spero che Crippa non vorrà argomentare che invece, in quel piazzale, regna la sicurezza, nevvero? Posso chiedere un favore al Foglio: criticatelo come merita, Salvini, ma non appigliatevi a queste assurdità. Fate, per usare un'espressione che Crippa capirà, la figura del cioccolataio (già che si parla di Torino).

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