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Procurata Ceccardi

Il sindaco super leghista di Cascina ha appaltato a delle guardie giurate e armate la sorveglianza dei bambini all’entrata e all’uscita da scuola

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

7 Maggio 2019 alle 06:00

Procurata Ceccardi

Matteo Salvini a Cascina per sostenere Susanna Ceccardi, candidata sindaco della Lega (foto LaPresse)

Fossi nei panni del nostro ottimo @davidallegranti non esiterei a riprendere in mano il bel libro da poco scritto e aggiungere un paragrafo esplicativo del titolo, “Come si diventa leghisti”. La postilla finale sarebbe questa: “Per procurato allarme”. Si diventa elettori leghisti per procurato allarme. Nella sua Toscana che va tingendosi rapidamente di verde, c’è infatti lei, il prototipo del procurato allarme: Susanna Ceccardi, sindaco super leghista di Cascina e adesso anche candidata alle europee. Nel frattempo – nelle pause tra un’intervista radiofonica e l’altra in cui dice “mi piace vedere la Isoardi che rosica”, e questa nemmeno il più gasato dei leghisti di un tempo lo avrebbe detto, della ex donna del Capo – Susanna Ceccardi da Cascina si dà da fare con abnegazione per trasformare il suo ameno comune in provincia di Pisa in un laboratorio per il ministero dell’Interno. E qui si arriva alla postilla sul procurato allarme. Una delle sue ultime trovate è quella di appaltare a delle guardie giurate e armate la sorveglianza dei bambini all’entrata e all’uscita da scuola. Guardie private, ovviamente. Potrebbe venire il dubbio che la necessità non ci sia. Che a Cascina non sia mai accaduto nulla di minaccioso, fuori da una scuola. Manco un matto con la fionda. Ma mettere le guardie, fa venire paura, si chiama procurato allarme. Una volta era un reato, adesso pare faccia guadagnare un sacco si voti.

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