Sacre immagini

Maurizio Crippa

Facebook ha censurato l'immagine di un'opera di Giuseppe Veneziano, esposta a Palazzo Ducale di Massa: il “Cristo Lgbt”

Ora, vorrei essere davvero preso nel più laico dei modi, se fosse possibile. Ma sono consapevole che mi censurerebbe perfino l’algoritmo di Facebook, con il risponditore automatico “il contenuto potrebbe non rispettare i nostri standard della community”. Ma di standard c’è poco, in un tempo in cui tutti applaudono, se l’insultata di turno è Ivanka, come racconta Sciandi nel Foglio di oggi. Ma due immagini vanno messe a confronto. L’artista siciliano Giuseppe Veneziano ha esposto a Palazzo Ducale di Massa le sue opere, tra cui un “Cristo Lgbt”, qualifica che si deduce dagli slip leopardati (fosse per il viso, i pittori antichi hanno sovente alluso meglio, e senza scandali). Ma insomma Fb ha censurato, standard, l’immagine. C’è pure una petizione contro “la mostra blasfema”, ma se controllate in rete il crucifige è tutto contro i pudibondi censori, che si sentono offesi, i fessi. Giorni fa, davanti alla clinica Mangiagalli di Milano, un comitato di donne guidato da Alessandra Kustermann, medico di incontestato valore, ha coperto il manifesto di una campagna anti aborto di una associazione pro life: non ha diritto di essere esposto “qui e nemmeno in altri ospedali della città dove si abortisce. Per questo deve essere rimosso. Come si permettono queste persone di giudicare chi va ad abortire?”. (“Qui” alla Mangiagalli, c’è anche Paola Bonzi. Che pure lei ne sa, di dolore delle donne, ma amen). Il punto è: finché le sacre immagini non saranno tutte uguali di fronte al pregiudizio, il concetto di laicità democratica continuerà a non funzionare. Poi lamentatevi se la gente vota Salvini.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"