Tra Orbán e Balotelli

Maurizio Crippa

Sì, lo sappiamo, nel giorno in cui l’Europa sta forse per dichiarare guerra all’Ungheria, e noi ad allearci as usual con la parte sbagliata, non c’è niente di più noioso che parlare della Nazionale. E del resto, se il miglior player dell’Europa rischia di essere Viktor Orbán, che vuole giocare in un altro campionato, non c’è niente di più assurdo che stare a scaldarsi per la Uefa Nations League, l'ultimo ritrovato della noia continentale. E infatti gli italiani si annoiano. Ma fino a un certo punto. L’altra sera mi capita questo. Vedo un pezzo di una orribile Portogallo-Italia, l’Italia perde, e faccio un tuìt (vabbè dai, capita) e dico più o meno: allora non era solo colpa di Balotelli se giochiamo male, è che come al solito si dà la colpa al negher. Non l’avessi mai fatto, mi hanno risposto in un nanosecondo una gragnuola di insulti. Ma non per parlare di calcio. O per spiegarmi che al posto di Balo è stato meglio far giocare Zaza (che io non lo farei entrare manco allo stadio, altro che in campo, ma sono gusti miei) o il giovane Chiesa, che è figlio d’arte, un bravo bagaj, e che più italianissimo non si può. No, niente, mi dicevano che sono un razzista all’incontrario, per aver detto che con Balotelli è sempre la stessa storia: giocano tutti da far schifo, ma l’unico che ne ha una colpa per così dire ontologica è lui. Eppure è così, basta guardare unpo’ di commenti. O sentire la gente al bar. Questo per domandarvi: noi italiani abbiamo un problema col razzismo? Sì, ce l’abbiamo. Anche più grave di quello del Mancio con il centrocampo.

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