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Tra Orbán e Balotelli

Allora non era solo colpa dell'attaccante del Nizza se giochiamo male, è che come al solito si dà la colpa al negher

12 Settembre 2018 alle 06:10

Tra Orbán e Balotelli

Foto LaPresse

Sì, lo sappiamo, nel giorno in cui l’Europa sta forse per dichiarare guerra all’Ungheria, e noi ad allearci as usual con la parte sbagliata, non c’è niente di più noioso che parlare della Nazionale. E del resto, se il miglior player dell’Europa rischia di essere Viktor Orbán, che vuole giocare in un altro campionato, non c’è niente di più assurdo che stare a scaldarsi per la Uefa Nations League, l'ultimo ritrovato della noia continentale. E infatti gli italiani si annoiano. Ma fino a un certo punto. L’altra sera mi capita questo. Vedo un pezzo di una orribile Portogallo-Italia, l’Italia perde, e faccio un tuìt (vabbè dai, capita) e dico più o meno: allora non era solo colpa di Balotelli se giochiamo male, è che come al solito si dà la colpa al negher. Non l’avessi mai fatto, mi hanno risposto in un nanosecondo una gragnuola di insulti. Ma non per parlare di calcio. O per spiegarmi che al posto di Balo è stato meglio far giocare Zaza (che io non lo farei entrare manco allo stadio, altro che in campo, ma sono gusti miei) o il giovane Chiesa, che è figlio d’arte, un bravo bagaj, e che più italianissimo non si può. No, niente, mi dicevano che sono un razzista all’incontrario, per aver detto che con Balotelli è sempre la stessa storia: giocano tutti da far schifo, ma l’unico che ne ha una colpa per così dire ontologica è lui. Eppure è così, basta guardare unpo’ di commenti. O sentire la gente al bar. Questo per domandarvi: noi italiani abbiamo un problema col razzismo? Sì, ce l’abbiamo. Anche più grave di quello del Mancio con il centrocampo.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    12 Settembre 2018 - 10:10

    Ma quale negher. Quando Balotelli ci portò in finale agli europei del 2012 era tutto un peana. Come sempre in Italia dipende dal risultato. Dopo i mondiali del 2014 fu criticato aspramente da Buffon, quando l'unica partita vinta, quella con l'Inghilterra, vide Balotelli in gol e Buffon in panchina. Quando la nazionale di Valcareggi perdeva o giocava male era sempre colpa di Rivera. Quando non giocava, come nella finale col Brasile del 1970, tutti lo avrebbero voluto in campo (giocò inspiegabilmente solo gli ultimi 6 minuti). Passano gli anni ma si continua a passare dagli altari alla polvere (e viceversa) nel giro di un microsecondo.

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  • Carlo A. Rossi

    12 Settembre 2018 - 08:08

    Con ogni possibile rispetto, a commento idiota, risposta idiota: cosa si aspettava Crippa? Il problema con il "razzismo" (e dai con il "razzismo" e non al limite con la xenofobia, quindi il problema è anche lessicale) è, oggigiorno, come il problema con il nazi-fascismo: che esiste, molte volte, solo nella testa di alcuni. Che non significa evitare di considerare i veri problemi, ma di non iscriverli sempre nelle categorie trite e ritrite.

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  • furlaninterfan

    12 Settembre 2018 - 07:07

    E' vero. la partita col Portogallo ha fatto rivalutare la squadra che ha giocato con la Polonia. Il problema del nostro calcio non è Balo, non è Mancini, non è la mancanza di talenti. Ai nostri giocatori mancano i fondamentali (come si calcia la palla, come si affronta un contrasto). PS Incredibile come la Atalanta riesca a vendere le ciofeche a peso d'oro.

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