Bonafedowsky

Maurizio Crippa

Il nostro nuovo ministro della Giustizia dovrebbe prendere appunti da Putin

Non fate gli schizzinosi occidentalisti, date retta. C’è sempre da imparare da quell’orso furbacchione dello zio Vladimir. Non sarà bello figo come Macron, che piace tanto al mio amico Julien, ma è indubbio che sa come si fanno le cose e come girarle sempre a proprio vantaggio. Ad esempio, anche la gestione delle galere. Ieri hanno rilasciato il buon Alexei Navalny, il Conte di Montecristo di Russia, uno che Putin non lo farebbe uscire mai, manco l’ora d’aria. Ma ci sono i Mondiali. Forse c’è bisogno di spazio. Navalny, che è un eroe della libertà dissidente, e lo rimetteranno dentro subito, non ha perso un minuto e si è attaccato a Instagram per dare la sua versione dei fatti: le prigioni di Mosca usate per le detenzioni amministrative, ha scritto, sono state trasformate in “carrozze di prima classe”, ci sono le celle dotate di “schermi a cristalli liquidi” e le sbarre sono state pittate di fresco. Ora servono pure menu differenziati, “come in aereo”. Possibile? “Evidentemente le autorità si aspettano di dover fermare tifosi inglesi ubriachi e non vogliono fare brutta figura”. E questo è il genio di Putin, date retta. Comunque, uno che farebbe bene a rubargli l’idea è il sorridente Guardagalere Alfonso Bonafede, che le celle le vuole belle piene e senza chiavi per uscire. Dovrebbe dare una bella sistemata, mettere qualche comfort e magari pure il wifi per collegarsi al Sacro Blog. Casomai (non sia mai, garantisti come siamo), che tra poco gli arrivasse una bella infornata dei compagnucci di merenda suoi.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"