Il Di Maio della satira

Lo scambio di insulti tra Crozza e Benatia sul rigore assegnato al Real Madrid e l'ironia volgare del comico che volle farsi Giusto del Popolo

Maurizio Crippa

Email:

crippa@ilfoglio.it

17 Aprile 2018 alle 20:46

Il Di Maio della satira

Maurizio Crozza (foto LaPresse)

Disculpe, pare abbia sussurrato CR7 a Gigino Buffon, a fine partita. Ma, come diceva quello, “quod scripsi, scripsi” e disculpe io anche no. Però, almeno per equanimità, va scritto pure che se uno sembra il Casaleggio del calcio, Maurizio Crozza è senza pericolo di sbagliare il Di Maio della satira, e non serve specificare che da queste parti non è un complimento. Come noto, a Fratelli di Crozza è tornato sul caso, sponda Benatia. Il quale aveva detto che il rigore al 93esimo è stato uno “stupro”. Vabbè, una scemenza che manco Asia Argento. Però, in onda sulla Nove, il ridanciano che volle farsi Giusto del Popolo ha commentato, con l’ironia sottile che gli è propria: “Bisogna stare attenti a usare le parole, non puoi parlare di stupro perché sei tu che hai fatto un’entrata del cazzo al 93esimo. Io non so se hai idea di cosa sia uno stupro. Ovviamente neanch’io ce l’ho. Se però vuoi provare l’emozione, il prossimo fallo in area, un bel fallo, provi a ficcartelo su per il culo. Un’idea a quel punto te la sei fatta”. Benatia non è propriamente una casalinga di Voghera, anche questo va ammesso. Via Instagram, che è un social iconico, gli ha risposto: “Se vuoi provare sono a Vinovo tutti i giorni, ti aspetto”. Con due punti esclamativi. “Imbecille testa di cazzo non fai ridere nessuno”. Poi ha emojizzato un dito medio e ha concluso, con eloquio signorile: “Tieni te lo metti dove ti piace”. Beh, rispondesse così anche Mattarella ai grillini, saremmo un paese più civile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi