Venezia 2018

Sono arrivate le donne, in concorso e fuori concorso

Mariarosa Mancuso e Anselma Dell'Olio

Le donne sono arrivate, in concorso e fuori concorso. Fuori c’è Valeria Bruni Tedeschi, regista di “Les estivants”, che sta per “villeggianti”. Di lusso e con servitù, ovvio. Nel suo primo film – “E’ più facile per un cammello…”, già molto autobiografico – la protagonista entrava in chiesa per confessarsi: “Padre, sono schifosamente ricca” (poi la famiglia unita cantava l’Internazionale). Di questi tempi le vogliamo anche più bene, per la sfacciataggine e l’autoironia con cui mette in scena le sue faccende private: un regista che la caccia dalle prove, un figlio che non arriva, qui un fratello morto e un fidanzato che la molla. Chiama sul set la famiglia intera – oltre alla madre Marisa Borini, una vecchia zia e la figlia adottata. Ne esce un film sfilacciato ma brillante – basterebbero le telefonate al fedifrago, e la scoperta della rivale su un cartellone pubblicitario di reggiseni sexy.

 

 

In concorso – guai a divertirsi, qui si fa la storia del cinema – c’è invece l’australiana Jennifer Kent. “The Nightingale” è una storia di vendetta ambientata nella Tasmania del 1825. Una ragazza irlandese, dopo che un capitano dell’esercito britannico le uccide il marito e il figlioletto, insegue il carnefice con un aborigeno come guida. Calcolate voi le oppressioni incrociate che la strana coppia riesce a cumulare, mentre vaga nella terra dei deportati. Non eravamo fan di “Babadook”, i babau dei libri che qualche anno fa lanciò la regista. Qui ogni compassione è spenta, per eccesso di messaggi.

 

  

C’è una pastorella di capre in “Capri-Revolution” di Mario Martone. Neppure la sua sorte appassiona, quando incontra i forestieri che attorno al Monte Verità erano chiamati “balabiott”, ovvero “i matti che ballano nudi nei boschi”. Subito nuda anche la pastora, e pure vegetariana (ma quanta carne mettevano in tavola a inizio Novecento?, i ragazzi fotografati dal turista sessuale von Gloeden non hanno un’aria sana). Pure pacifista, perché siamo alla vigilia della Prima guerra mondiale. Nelle sale a dicembre, con il suo carico di anacronismi.

 

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La festa di Ciak sulla Terrazza Lexus-Campari era come sempre a big success, mille ospiti con oltre al dj, tanta musica di Freddie Mercury, che avrebbe compiuto 72 anni. E’ in arrivo il biopic “Bohemian Rhapsody” di Bryan Singer (“I soliti sospetti” e i 4 “X-Men”). Detassis riceve gli ospiti in total Mali Parmi, abito “Le Murrine” lungo nero con la schiena a disegni geometrici con i colori dei vetri veneziani, abbinato a sandali decorati con cerchietti dei vetri veri. Al tavolo che conta riceveva l’editrice Daniela Santanchè, uno spiritoso bon bon rosso ruché, e accanto a lei la star sotto traccia della festa e della Mostra 75, Lucia Borgonzoni (Lega Nord) sottosegretario ai Beni culturali con delega per il cinema; capelli lunghi dark blond, e trés chic in nero lungo con tunica; suo nonno Aldo era un pittore e partigiano bolognese. La questione che martella the movie biz è il subbuglio tra esercenti e Netflix in forte ascesa; dunque fila per omaggiare il ministro; tra i molti a mettersi in coda i presidenti delle associazioni in crisi Mario Lorini (Anec-esercenti) e Mimmo Dinoia (Anec-Fice, Federazione italiana cinema d’essai). Detassis ha un ruolo istituzionale decisivo come ad dei David di Donatello, premio cinematografico principe, riconosciuto pure abroad. Tra i tanti ospiti Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Francesca Cima, Nicola Maccanico, Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Pippo Mezzapesa e l’impressionante Rodrigo Alves, detto il Ken umano, invitato everywhere per gli infiniti interventi estetici subiti per assomigliare al fidanzato di Barbie. In zona politica spiccava l’elegante toscana Stefania Ippoliti, presidente dell’Associazione dei sempre più determinanti film commission regionali, grandi player nell’ambiente per gli aiuti finanziari per film girati nelle loro regioni; promuovono turismo cinematografico, cultura e location per le riprese.

 

Gloria De Antoni e Donato Guerra hanno presentato al Lido “Le giornate della luce”, festival di Spilimbergo (Friuli-Venezia Giulia) che onora i direttori della fotografia. Proiezioni di film in concorso, seminari, registi, attori, mostre. L’arrivo dei df donne festeggiate con la prole attaccata ai jeans è una good reason per andare next June 8-16, 2019. www.legiornatediellaluce.it

Errata corrige: il corto d’arte di Anne de Carbuccia si chiama “One Ocean”, e non “One Planet One Future”. Mille fois pardon.

 

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