Donne & finanza

8 MAR 20
Ultimo aggiornamento: 00:05 | 9 MAR 20
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Meno male che c’è la finanza a ricordarci che la parità di genere rappresenta un valore. E non in senso morale (o moralistico), ma proprio di ricchezza prodotta e di potenziale crescita economica. Da vari anni le più importanti università e centri di ricerca del mondo sfornano ricerche sulla necessità di una maggiore inclusione femminile nei board e nei consigli di amministrazione dimostrando che laddove questo avviene i risultati sono tangibili sia dal punto di vista della gestione sia da quello della performance di Borsa delle società. Ecco alcuni numeri elaborati da primarie istituzioni finanziarie, in occasione dell’8 marzo, che insistono fortemente su un concetto: non è solo interesse delle donne ridurre il gap di genere, è un’occasione per far crescere il pil. Pillole di Mariarosaria Marchesano.
28 mila miliardi
In dollari, è quanto potrebbe aumentare il prodotto interno lordo a livello globale entro il 2025 (cioè il 31 per cento rispetto a quello attuale) se venisse realizzata la piena eguaglianza economica tra uomini e donne, secondo una ricerca di Bank of America (Bofa).
257 anni
E’ la quantità di tempo necessario per raggiungere il suddetto risultato con il ritmo attuale di progresso nella riduzione della diversità di genere (il dato è in aumento di 55 anni rispetto alle stime fatte lo scorso anno da Bofa).
110 miliardi
L’ammontare delle attività finanziarie gestite dalle donne che potrebbe essere raggiunto nel 2025 considerando che i fondi di investimento amministrati dal genere femminile stanno crescendo di 1,5 volte più velocemente rispetto a quelli gestiti da uomini. Ma solo l’1-3,5 per cento dei gestori patrimoniali è rappresentato da donne.
681
Le aziende quotate a Wall Street che non avevano mai avuto donne nei consigli di amministrazione, ma che le hanno introdotte a partire dal 2017, quando in occasione della Festa della donna è stata lanciata la campagna “Fearless Girl” (la ragazza senza paura). Promotore dell’iniziativa è il gigante degli investimenti State Street che ha piazzato la statua della “ragazza” proprio davanti alla sede della Borsa di New York, facendone un nuovo simbolo iconico di leadership femminile.
495
Le aziende americane che hanno introdotto membri femminili nei cda a partire dal 2017. Le altre sono: 13 britanniche, 30 australiane, 101 giapponesi, 33 canadesi, 9 europee.