Chiesa
L'EDITORIALE DELL'ELEFANTINO •
La Chiesa non è una ong. Sulla differenza tra cristianesimo e centro sociale
Scoprire il trascendente attraverso la vastità del mare è una bella esperienza. Ma la fede ha anche una sua storia, una disciplina, dei dogmi e una tradizione apostolica che non si può ridurre ai buoni sentimenti e alla solidarietà. Casarini e l’uso paraturistico di una conversione
4 NOV 26

(Foto Ansa)
Luca Casarini è diventato un uomo di Dio o comunque si è convertito, non al cattolicesimo, che gli sembra troppo istituzionale, ma al cristianesimo, che a suo giudizio, a giudizio del suo cuore, si combina meglio con l’esperienza dell’autonomia operaia e della ong Mediterranea, in cui milita onorevolmente, per il salvataggio dei migranti esposti al rischio di naufragio e annegamento. Ho sempre provato una discreta avversione per le conversioni via stampa, ricordo un generoso e panico Giorgio Bocca che faceva pipì in montagna e guardava le stelle, così, pascalianamente, sentì, diceva a Panorama, la forza del creato e l’esigenza del trascendente. Niente contro il ricordo personale di Bocca e la carriera spirituale di Casarini, che mi sembra un buon tipo d’uomo.
C’è poi di mezzo Papa Francesco, che aveva il vezzo di dirsi non cattolico, o proclamare che il suo Dio non è cattolico, al contrario di quanto ricordò Pio XII a Clare Booth Luce in fase di milizia fervorosa anticomunista: “Signora, anch’io sono cattolico”. Trovo che la borghesissima privacy in fatto di conversione è un elemento decisivo, una bella misura di serietà, più della sentita e palpabile comunione nel segno della trascendenza, più della sentita solidarietà o fratellanza in Cristo. Mi piacerebbe poi che qualcuno, nel momento dell’incontro con Cristo o con Dio Padre che lo mandò, per proclamare universalisticamente cioè cattolicamente la via la verità la vita, ricordasse che la Chiesa da questi fondata è fatta non solo di buoni sentimenti e di assistenza ma di una disciplina rocciosa, di una intelaiatura di idee e narrazioni e filosofie e dogmi, di un clero che invera la tradizione apostolica attraverso la propria disposizione gerarchica, compreso quel particolare molto cattolico che è il Papa, e se vogliamo Roma petrina e paolina.
I centri sociali e le ong sono volendo una bella cosa, almeno nelle intenzioni, ma la Chiesa non è un centro sociale, non è una ong, e le opere è questionabile conducano di per sé alla salvezza senza la fede e le lezioni complicate e tramandate della scrittura, libero esame o no della coscienza (Lutero obiettò pesantemente in merito e oggi è molto rivalutato). Comunque, qui nessuno è teologo, la questione ha solo un profilo intellettuale e morale.
Scoprire il trascendente per via delle stelle o della vastità del mare, come nel caso di Luca, è una bella esperienza, ai confini del New Age, consigliabile a tutti. L’uso paraturistico e da diporto che si fa del mare non è competitivo con simili agnizioni o disvelamenti. Però anche il mare del trascendente può avere una sua logica, una sua storia addirittura, una sua disciplinata funzione umanistica, una sua etica personale e collettiva, e tenerne conto può essere una buona cosa. Aiuta in questo senso un minimo di rispetto intellettuale per i fondatori di chiese, scismi autocefali e ortodossia e protestantesimo compresi, per i sacerdoti consacrati con i loro carismi e per la prassi ecclesiastica del popolo di Dio, compresi popi e pastori, che poi secondo il Concilio ecumenico ultimo sarebbe nella sua interezza il corpo cristico della Chiesa. L’autonomia operaia e la prassi rivoluzionaria veneta sono stati un orizzonte, perché no, costringervi dentro, come orizzonte rivoluzionario, allo stesso titolo, l’intero cristianesimo, come fa Casarini dicendosi ai giornali, è forse un po’ troppo.
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Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
