La profonda crisi che scuote la Chiesa. Il nuovo libro del cardinale Sarah

"L’edificio moderno costruito senza Dio è destinato a crollare. Questo mondo che ha voluto emanciparsi dal Creatore non può sopravvivere se non tornando a Lui." Pubblichiamo un estratto di “2050”, l’ultima opera del cardinale Robert Sarah edita da San Paolo (228 pp., 18 euro) da oggi in libreria 

3 NOV 26
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(Foto Getty)

La nostra epoca offre il desolante spettacolo di un mondo che pretende di costruire la città degli uomini senza Dio, o addirittura contro di Lui. L’Europa, in particolare, sembra aver reciso il legame con la propria memoria cristiana. Vive come un figlio prodigo che sperpera con leggerezza il tesoro spirituale ricevuto dai suoi padri. E’ questa, secondo le parole di Giovanni Paolo II, una vera e propria “apostasia silenziosa”: quella di un uomo sazio che vive come se Dio non esistesse (Ecclesia in Europa, n. 9). Un’antropologia senza Dio e senza Cristo cerca oggi di dominare le menti. In essa l’uomo viene falsamente elevato a centro assoluto della realtà, usurpando il posto del Creatore. Si dimentica così che non è l’uomo a fare Dio, ma Dio a fare l’uomo. Da questa colpevole amnesia nascono l’abbandono dell’uomo a sé stesso, il nichilismo filosofico, il relativismo morale, il pragmatismo cinico e una concezione della libertà abbandonata a ogni desiderio.
La verità, privata del suo fondamento divino, diventa sospetta e la coscienza pubblica scivola verso un’indifferenza religiosa tanto sterile quanto pericolosa. Il rifiuto della verità, cioè di Dio, apre la porta a una moltitudine di confusioni. Le opinioni si scontrano, le ideologie proliferano, le contraddizioni si moltiplicano, ciascuna riflettendo i desideri disordinati e gli interessi particolari di coloro che le sostengono. Recidendo il legame con la sorgente divina, l’uomo distrugge sé stesso spiritualmente e finisce per ridursi a una macchina o a un animale. L’idolatria dell’uomo conduce inevitabilmente alla sua stessa decadenza. Ergendosi contro Dio, perde la dignità che il Creatore gli aveva conferito. I princìpi dell’antropocentrismo moderno, ancorati alla radice stessa della civiltà contemporanea, ne contaminano tutte le manifestazioni. Sarebbe vano voler riformare le istituzioni o apportare rimedi a una società i cui fondamenti sono corrotti. Non sono anzitutto le strutture, né semplicemente i costumi, a dover essere corretti, ma le anime, le menti e le coscienze.
La salvezza verrà da un cambiamento interiore, da una conversione radicale, da un rinnovamento dei princìpi fondamentali. La Chiesa, in questa battaglia, non può tacere. La sua prima missione è chiamare il mondo alla conversione. Solo un ritorno a Gesù Cristo potrà restituirci la nostra vera umanità. Come insegna il salmista: “Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori. Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella” (Sal 127,1).
L’edificio moderno costruito senza Dio è destinato a crollare. Questo mondo che ha voluto emanciparsi dal Creatore non può sopravvivere se non tornando a Lui. La morte spirituale colpisce l’uomo che si allontana da Dio; la vita rinasce soltanto attraverso un ritorno umile e sincero. I princìpi che hanno corrotto la modernità si oppongono frontalmente a quelli dell’ordine cristiano. Non si può guarire un disordine senza indicare il vero ordine. Molti cattolici, lucidi e inquieti, avvertono con dolore la profonda crisi che scuote la Chiesa: perdita del senso del peccato, indebolimento dell’impegno sacerdotale e matrimoniale, indifferenza verso la dottrina, oblio del tesoro liturgico e disprezzo della tradizione che ha generato tanti santi.
A questa crisi interna si aggiunge l’aggressione esterna di ideologie ostili: il comunismo ateo, il nazismo, l’ideologia del genere, il transumanesimo. L’occidente attraversa una notte culturale senza precedenti nella storia dell’umanità.
Dio è ormai escluso dalla coscienza pubblica, relegato al rango di opinione privata, priva di una reale incidenza sulla vita sociale. Il liberalismo morale e l’indifferenza religiosa minano le fondamenta stesse della società. E, tuttavia, Dio continua a intervenire. Il suo amore è più forte del peccato. Egli fa sorgere un ordine nuovo, superiore all’ordine antico distrutto dall’orgoglio umano. Per questo ha inviato il suo Figlio, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Ogni atto di Cristo possiede un valore infinito, capace non solo di ottenere il perdono, ma anche di riparare sovrabbondantemente il disordine introdotto dal peccato. E tale atto divino è al tempo stesso pienamente umano, offerto a nome di tutta l’umanità.