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Leone XIV è il primo Pontefice nella storia che vota alle elezioni (Conclave escluso)
Per la prima volta un Papa partecipa a un'elezione politica: Leone XIV ha spedito per posta la sua scheda per le elezioni di midterm negli Stati Uniti. In passato ha votato alle primarie sia democratiche sia repubblicane. Il Vaticano rivendica il diritto e il dovere della partecipazione democratica, ma sui social è già partita la gara per attribuirgli un colore politico

Leone XIV è il primo Papa nella storia ad aver votato alle elezioni (Conclave escluso, ça va sans dire, e pure consultazioni del suo ordine religioso). Il Chicago Sun-Times aveva scritto che il 3 ottobre scorso il Pontefice aveva richiesto una scheda per posta. Obiettivo: votare alle elezioni di medio termine nel suo stato d'origine, l’Illinois, dove risolta tuttora residente (a New Lenox, nell’area metropolitana di Chicago). L’indiscrezione è stata confermata poi dal Vaticano con una comunicazione ufficiale: “Papa Leone XIV ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti ogni volta che ne ha avuto la possibilità. La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago. Il Santo Padre ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità. Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici”. Subito, come ampiamente prevedibile, sui social si è scatenata la corsa a rivendicare l’appartenenza del vicario di Cristo in terra all’uno o all’altro campo politico, che già se lo contendono. Il Chicago Sun-Times ha ricordato che il futuro Papa ha votato alle primarie democratiche del 2008 e 2010, mentre ha partecipato a quelle repubblicane del 2012, 2014 e 2016. Alle elezioni generali ha votato nel 2012, 2014, 2018, 2024. Non ha votato alle primarie dello scorso marzo. E’ da vedere come la notizia sarà usata da Donald Trump, che pochi mesi fa espresse la sua insoddisfazione nei confronti di Leone XIV, definito “debole” e pure ingrato, visto che avrebbe dovuto sapere che “è grazie a me se è diventato Papa”.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
