Il Papa contro l’antisemitismo

“La Chiesa non lo tollera”. Leone XIV torna con un suo cavallo di battaglia
23 OTT 26
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Foto LaPresse

"In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II, ho affermato che ‘la Chiesa non tollera l’antisemitismo e lo combatte, sulla base del Vangelo stesso’. Le divergenze di opinione, per quanto profonde, non devono mai dar luogo a pregiudizi e ostilità, che minano le fondamenta morali della nostra società”. A dirlo è stato ieri Papa Leone XIV, ricevendo in udienza in Vaticano una delegazione dell’American Jewish Committee. Il Pontefice ha ribadito ancora una volta il rifiuto categorico di ogni tentazione antisemita, respingendo altresì la sovrapposizione che anche mediaticamente viene fatta tra il governo pro tempore dello stato d’Israele e l’ebraismo generalmente inteso.
Prevost, che fin dall’inizio del pontificato ha condotto una paziente quanto complicata opera di ricucitura sia con le autorità politiche israeliane sia con le autorità religiose ebraiche, non ha mai ceduto alle teorie sul genocidio in corso a Gaza (Papa Francesco, invece, arrivò a suggerire che si dovesse indagare in merito, scatenando l’ira dell’ambasciata israeliana presso la Santa Sede). Leone ha sempre mantenuto una posizione di estremo equilibrio: Israele deve poter vivere in sicurezza accanto a un nuovo stato palestinese (è la consueta e pluridecennale posizione vaticana sulla questione), è legittimo criticare le politiche governative ma mai si può dare credito all’antisemitismo. “Rivolgendosi al Consiglio direttivo del vostro Comitato nel 1995”, Giovanni Paolo II “osservò che il dialogo tra cristiani ed ebrei deve trovare un’espressione eloquente nella vita di entrambe le nostre comunità. Queste parole restano attuali ancora oggi, come testimonia il costante impegno della vostra organizzazione a favore del dialogo e della collaborazione con la Chiesa cattolica”. L’opera di ricucitura, pazientemente, continua.