Dopo l'operazione Papa Leone non ha bisogno di alcuna terapia

Ieri i medici che hanno in cura Prevost, dopo aver controllato gli esiti dell'esame istologico, hanno rassicurato: la malattia era localizzata, il Papa sta bene. Ora più probabile il viaggio apostolico in sud America a novembre

22 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 06:38
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"Non è necessaria alcuna ulteriore terapia". I medici del Papa rassicurano che Leone sta bene, anche alla luce dell'atteso referto dell'esame istologico. La notizia è arrivata ieri sera alla fine di una giornata che aveva segnato il ritorno di Leone alla normalità, con l'udienza generale a Piazza San Pietro, preceduta da un giro in papamobile, nonostante il maltempo su Roma. I dottori che hanno curato Prevost, il suo medico personale, Luigi Carbone, e il chirurgo che lo ha operato al Policlinico Gemelli, il professor Stefano Margaritora, hanno comunicato che "sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l'intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia". Una buona notizia che conferma quell'ottimismo che era trapelato già alla fine della degenza del Pontefice, con un ritorno a casa anticipato rispetto alle previsioni. Diventa più probabile ora anche quel desiderato viaggio in Sudamerica che il Papa dovrebbe effettuare a novembre, tra Uruguay, Argentina e soprattutto il Perù dove Prevost ha vissuto vent'anni.
Ieri il Papa è apparso sorridente e, a otto giorni dall'intervento al polmone, è voluto tornare in mezzo alla folla con il giro si saluti in papamobile. Unica precauzione il tettuccio trasparente sulla vettura bianca per proteggerlo dall'acqua. L'unico riferimento al problema attraversato è nelle prime parole che pronuncia in piazza: "La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio".